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Acido tartarico naturale: il marchio europeo apre la strada a una maggiore valorizzazione della filiera italiana
AssoDistil al lavoro per rendere sempre più riconoscibile nelle etichette dei prodotti la naturalità di un ingrediente Made in Italy e strategico per i settori enologico, farmaceutico e alimentare
19 luglio 2026 | 11:00 | C. S.
È presente nel vino, ma anche nelle merendine, nelle caramelle, nelle marmellate, nei succhi di frutta, nei prodotti da forno e nei farmaci effervescenti. L'acido tartarico è uno degli additivi più utilizzati dall'industria alimentare e farmaceutica, ma accanto al prodotto ottenuto mediante processi di sintesi, impiegato in diversi comparti industriali e alimentari, l'acido tartarico naturale ricavato dai sottoprodotti della vinificazione rappresenta una delle eccellenze meno conosciute della filiera vitivinicola e un patrimonio del Made in Italy. L’Italia è il principale produttore mondiale di questo ingrediente naturale, che, a differenza di quello di origine sintetica, è l'unico utilizzato in enologia e previsto dalla Farmacopea Europea per gli impieghi farmaceutici.
Un esempio concreto di economia circolare oltre che un prodotto di rilievo per il nostro Paese. Nel 2025 l’Italia ha registrato una produzione di acido tartarico naturale di 16.000 tonnellate, la maggior parte destinata all’export, mentre nello stesso periodo la Cina ha esportato circa 51.000 tonnellate di acido tartarico di sintesi, oltre il 27% delle quali destinate al mercato europeo. Un contesto che evidenzia la crescente necessità di rafforzare la competitività e la valorizzazione della filiera italiana.
Tutelare la specificità e rendere sempre più riconoscibile il valore del prodotto sul mercato sono gli obiettivi perseguiti dalla Sezione Acido Tartarico Naturale di AssoDistil che ha recentemente registrato il marchio collettivo europeo "Natural Tartaric Acid", con lo scopo di identificare esclusivamente l'acido tartarico ottenuto dai sottoprodotti della vinificazione. Il marchio è concesso in licenza alle aziende associate che ne fanno richiesta e può essere utilizzato esclusivamente sul prodotto certificato, sottoposto a un sistema di controlli che comprende la certificazione da parte di SGS e specifiche analisi, tra cui il test del Carbonio-14, a garanzia dell'origine naturale della materia prima e della qualità del prodotto.
La registrazione del marchio rappresenta il primo tassello di un percorso più ampio.
La Sezione Acido Tartarico Naturale è infatti al lavoro per promuovere una sempre maggiore riconoscibilità della naturalità di questo ingrediente lungo tutta la filiera, con l'obiettivo di arrivare, nel tempo, a renderne distinguibile l'impiego anche nelle etichette dei prodotti. Un'evoluzione che contribuirebbe a valorizzare una produzione strettamente legata alla vitivinicoltura italiana e a offrire ai consumatori un'informazione ancora più chiara e trasparente sull'origine degli ingredienti.
“La registrazione del marchio rappresenta un punto di partenza. Ora la sfida è costruire una cultura della riconoscibilità dell'acido tartarico naturale, coinvolgendo tutta la filiera e lavorando affinché il valore di una produzione ottenuta dai sottoprodotti della vinificazione possa essere sempre più evidente anche sul mercato”, dichiara Andrea Grilli, presidente della Sezione Acido Tartarico Naturale di AssoDistil.
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