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Enrico Zavaglia è il nuovo presidente del Gruppo Olio da semi di Assitol

Enrico Zavaglia è il nuovo presidente del Gruppo Olio da semi di Assitol

Nonostante le tensioni geopolitiche e i rincari di fertilizzanti e energia, il settore degli oli da semi appare stabile. Tuttavia, il comparto deve fronteggiare lo storico deficit di proteine vegetali, che impone il ricorso all’import, pari a circa 800mila tonnellate di semi oleosi l’anno.

12 giugno 2026 | 10:00 | C. S.

Enrico Zavaglia è il nuovo presidente del Gruppo oli da semi di ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria olearia, aderente a Federalimentare e Confindustria. Nominato all’unanimità, succede a Carlo Tampieri, che ha presieduto il gruppo per quattro mandati. Al suo fianco, nel ruolo di vicepresidenti, lavoreranno Alessio Di Blasi, quality director di Salov SpA (Lucca) Matteo Tassinari, direttore della Divisione Bulk di Oleificio Zucchi SpA (Cremona), e Dario Polidori, Oils Trading Manager presso Bunge Italia SpA (Ravenna).

Nato nel 1964, Enrico Zavaglia ha sempre lavorato in grandi aziende del settore. Oggi è Trading Director del dipartimento semi farine e oli di Cereal Docks, azienda veneta all’avanguardia nella trasformazione dei semi oleosi. All’interno di ASSITOL, ha ricoperto diverse cariche, tra cui quella di vicepresidente dell’Associazione.

“Ringrazio gli associati che hanno dimostrato grande fiducia nei miei confronti – è stato il primo commento del neopresidente – un ringraziamento speciale va a Carlo Tampieri, che mi ha preceduto e che ha saputo ben governare in tutti questi anni. Il mio auspicio è di proseguire nella stessa direzione, sostenendo il lavoro delle aziende in un momento storico complesso. In questo ASSITOL avrà un ruolo fondamentale, grazie alla sua riconosciuta capacità di lavorare in sinergia e di costruire relazioni”.

Gli oli da semi sono alla base di molti filoni produttivi dell’economia italiana, soprattutto nell’industria alimentare, in ambito bakery e nei settori dell’oleochimica, zootecnica e energetica. Anche le farine e le lecitine, sottoprodotti della lavorazione dei semi oleosi, sono essenziali in molti segmenti produttivi. Le lecitine, in particolare, sono utilizzate come ingrediente nell’industria alimentare, mentre le farine proteiche, di cui l’Italia e l’Europa sono fortemente deficitarie, sono impiegate in zootecnia. Il settore lavora in media 3 milioni di tonnellate di semi oleosi ogni anno. Inoltre, dai residui di lavorazione si ottiene energia “verde”, sia per l’autoconsumo sia per la rete elettrica esterna. Un modello di economia circolare che, sottolinea Zavaglia, “ci aiuterà ad affrontare anche le criticità attuali”.

Nonostante le tensioni geopolitiche e i rincari di fertilizzanti e energia, il settore degli oli da semi appare stabile. Tuttavia, il comparto deve fronteggiare lo storico deficit di proteine vegetali, che impone il ricorso all’import, pari a circa 800mila tonnellate di semi oleosi l’anno.

“La sicurezza degli approvvigionamenti alimentari è uno dei grandi temi economici, che ci coinvolge direttamente – avverte il presidente Zavaglia -. Da tempo, proponiamo di inserire la questione nell’agenda della UE, puntando sull’aumento della produzione europea di oleaginose e sull’incremento delle rese produttive, grazie all’apporto di ricerca e innovazione”. Ora, però, proprio gli oneri imposti da alcune norme europee, come il Regolamento delegato di revisione del 2019/807, che include la soia tra le colture ‘iluc’, e la normativa sulla deforestazione, rischiano di mettere in difficoltà il settore. “Le nuove regole renderebbero meno competitive le nostre aziende rispetto ai Paesi extra Ue, che non dovranno sottostare agli stessi obblighi. In un periodo difficile per la nostra food security, chiediamo alle istituzioni di ascoltare il comparto e di valutare soluzioni condivise, evitando così di penalizzare il comparto”.

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