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Olio italiano in crisi: ecco le risposte che servono

Olio italiano in crisi: ecco le risposte che servono

Il Dipartimento Nazionale Agrocepi Frantoi ammette che ci troviamo davanti a una speculazione importante sul prezzo dell’olio extravergine di oliva. Non basdtano le attività promozionali, servono interventi di sostegno

30 maggio 2026 | 13:00 | C. S.

“Plaudiamo alla solerzia del Ministero nell’aver convocato in tempi rapidi tutti i portatori di interesse della filiera olivicola, a fronte della gravità della situazione che il comparto sta vivendo”. Lo dichiara Riccardo Guglielmi, Coordinatore del Dipartimento Nazionale Agrocepi Frantoi, a margine dell’incontro tenutosi ieri al Ministero sulla crisi del settore oleario.
“È ormai evidente – prosegue Guglielmi – che siamo davanti a una speculazione importante sul prezzo dell’olio extravergine di oliva. Per la prima volta regioni storicamente produttrici come Toscana e Umbria registrano silos praticamente vuoti, ma nonostante questo il mercato continua a non acquistare, mentre in Puglia le cisterne restano piene. È chiaro che qualcuno stia tentando di comprimere artificialmente i prezzi, scaricando le conseguenze soprattutto su chi investe ogni giorno nella qualità, sia in campo che nei frantoi”.
Secondo Agrocepi, il rischio è quello di penalizzare l’intera filiera italiana dell’eccellenza, proprio mentre produttori e frantoiani affrontano costi crescenti e una concorrenza sempre più aggressiva. “Per questa ragione – aggiunge Guglielmi – riteniamo fondamentale che il comparto resti unito e compatto, evitando divisioni che in questa fase favorirebbero soltanto dinamiche speculative. Occorre attendere tempi congrui affinché il Ministero possa analizzare e verificare attentamente tutte le proposte avanzate dalle organizzazioni della filiera”.
Tra le proposte avanzate, Agrocepi ribadisce la necessità di “mettere in campo azioni concrete di promozione e valorizzazione dell’olio extravergine di oliva di origine 100% italiana, sostenendo trasparenza, tracciabilità e riconoscibilità del prodotto nazionale sui mercati”.
“Allo stesso tempo – sottolinea Guglielmi – non bastano soltanto le attività promozionali. Servono interventi strutturali di sostegno alle imprese della filiera olivicola nel breve, medio e lungo periodo, attraverso strumenti capaci di garantire liquidità, programmazione, competitività e tutela del reddito per produttori e frantoiani”.
“La qualità italiana – conclude Guglielmi – va difesa con strumenti adeguati e con una strategia condivisa che tuteli produttori, frantoiani e consumatori”.

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