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Olio italiano, serve un piano straordinario per fermare la crisi del comparto
Le proposte che vengono dalla Puglia si articolano in cinque punti principali: garanzie del credito, stop sottocosto, aiuti allo stoccaggio, più aggregazione e un piano di promozione. Occorre un tavolo di confronto permanente
29 maggio 2026 | 10:15 | C. S.
“Per affrontare la crisi del settore olivicolo-oleario è indispensabile che il Ministero attivi tutti gli strumenti di garanzia finanziaria disponibili: ISMEA, Medio Credito centrale e ogni altra misura utile a rassicurare il sistema bancario e garantire il credito”. Nel suo intervento al tavolo nazionale di crisi svoltosi nel pomeriggio di ieri, al Ministero dell’Agricoltura e alla presenza del sottosegretario La Pietra, il vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani Gennaro Sicolo è andato dritto al punto: l’olio extravergine italiano invenduto e stipato nei magazzini e il crollo del valore ad esso riconosciuto hanno generato una profonda crisi della filiera su cui occorre intervenire senza indugio e con misure d’impatto immediato.
IL CREDITO. “Il problema oggi non è solo produttivo: è di liquidità”, ha aggiunto Sicolo. “Se le banche chiudono il credito, si blocca tutta la filiera, dai produttori agricoli fino alla commercializzazione. “Il sistema organizzato ha già sostenuto costi enormi. La maggior parte delle olive conferite dai produttori è stata regolarmente pagata dai frantoiani, e questo ha determinato un forte incremento dell’esposizione bancaria delle aziende di trasformazione. Anche il Sistema Op si trova schiacciato tra magazzini pieni, difficoltà commerciali e tensioni finanziarie crescenti. Serve quindi una forte assunzione di responsabilità pubblica per accompagnare il sistema in questa fase straordinaria”.
NO AL SOTTOCOSTO. Sicolo, inoltre, ribadendo le proposte di CIA Agricoltori Italiani, ha chiesto un intervento normativo sulla trasparenza delle promozioni commerciali, in particolare sui sottocosto. “Non è più accettabile vedere pubblicità con bottiglie a 3,99 o 4,99 euro senza che il consumatore abbia immediata evidenza dell’origine reale del prodotto”, ha spiegato Sicolo. “Proponiamo quindi un decreto o una norma che obblighi a indicare l’origine dell’olio con la stessa evidenza grafica del prezzo promozionale: stessi caratteri, stessa dimensione, stessa visibilità.
Inoltre con urgenza va attuata la norma che prevede la responsabilità della GDO dell corrispondenza della etichetta con il prodotto sullo scaffale. Questo potrebbe evitare la presenza di prodotti ‘borderline’ che, in genere, si usano nelle promozioni. Serve intensificare i controlli. La trasparenza non è contro il mercato. È una tutela del consumatore e della produzione italiana”.
LO STOCCAGGIO. “Occorre attivare urgentemente aiuti allo stoccaggio attraverso il regime de minimis che consentirebbe alle imprese di sostenere i costi finanziari e logistici del mantenimento delle scorte, evitando un’immissione forzata sul mercato che provocherebbe ulteriori crolli dei prezzi. Il quadro europeo del de minimis agricolo consente già interventi rapidi con procedure relativamente snelle e immediate, soprattutto in presenza di una crisi riconosciuta del comparto”.
PIU’ AGGREGAZIONE. “Chiediamo di accelerare tutte le misure già finanziate e già previste”, ha proseguito Sicolo, “soprattutto quelle rivolte alle aggregazioni di filiera e alle organizzazioni di produttori. Riteniamo fondamentale attivare rapidamente i contributi sugli interessi passivi sostenuti dalle imprese che operano in forma aggregata, perché oggi il fare sistema deve essere premiato concretamente”.
UN PIANO STRAORDINARIO. CIA Agricoltori Italiani, inoltre, propone un grande piano straordinario di promozione e valorizzazione dell’olio italiano. “Non possiamo affrontare una crisi di surplus senza lavorare contemporaneamente sulla crescita dei consumi e la valorizzazione della qualità. Ci sono milioni di euro già stanziati ma fermi. Chiediamo di rendere rapidamente disponibili queste risorse, perché al loro interno vi sono importanti progetti di promozione e valorizzazione. Nel medio periodo bisogna invece attivare tutte le misure del Piano Olivicolo Nazionale, dando continuità agli investimenti sulla modernizzazione degli impianti, sull’aggregazione della filiera, sulla competitività dei frantoi, sulla ricerca, sulla tracciabilità e sulla promozione dell’olio extravergine italiano. Non chiediamo assistenzialismo, ma strumenti per difendere un patrimonio produttivo strategico del made in Italy. CIA Puglia chiede un tavolo permanente di crisi per monitorare l’avanzamento di tutte le misure che il Governo ha preso l’impegno di attivare”, ha concluso Sicolo.
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