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L'olio d'oliva italiano rischia il collasso: servono interventi urgenti

L'olio d'oliva italiano rischia il collasso: servono interventi urgenti

Confagricoltura ha chiesto di aprire un confronto istituzionale con la grande distribuzione organizzata, che oggi privilegia logiche basate sul prezzo a scapito del prodotto italiano

28 maggio 2026 | 18:50 | C. S.

Il comparto olivicolo rischia il collasso economico prima dell'avvio della prossima campagna olearia. L'attuale stagnazione del mercato, unita alle stime di una produzione superiore alle medie recenti, delinea uno scenario di grave crisi finanziaria. Senza interventi immediati, molte aziende saranno costrette a vendere sottocosto o a bloccare la raccolta.

E’ quanto ha affermato Confagricoltura al Tavolo Olio al MASAF, convocato per analizzare la situazione di mercato del comparto.

Le imprese olivicole sono penalizzate da scorte elevate, vendite in calo, concorrenza estera e scarsa valorizzazione del prodotto italiano. Per questo, Confagricoltura ha chiesto al Ministero interventi urgenti, con sostegni finanziari immediati e una strategia strutturale a tutela dell’olio italiano e dell’intera filiera.

Accanto agli interventi finanziari, Confagricoltura ritiene indispensabile l’avvio di una forte azione di promozione dell’olio EVO italiano, dal momento che il consumatore non percepisce sufficientemente la differenza qualitativa tra l’olio italiano e quello comunitario, scegliendo quindi prevalentemente il prodotto a minor prezzo.

La Confederazione ha quindi chiesto una campagna istituzionale di comunicazione per valorizzare l’origine italiana, la qualità, il legame con il territorio e le peculiarità dell’olio nazionale. Servono inoltre fondi Ue dedicati alla promozione e iniziative specifiche per il canale HoReCa e le scuole.

Un ulteriore tema riguarda il rafforzamento dei controlli sulle miscele e sull’origine del prodotto. E’ necessario, ad avviso di Confagricoltura, aumentare le verifiche sulle importazioni e sulle miscele comunitarie ed extracomunitarie, garantendo maggiore trasparenza nei confronti del consumatore.

Confagricoltura ha anche chiesto di aprire un confronto istituzionale con la grande distribuzione organizzata, che oggi privilegia logiche basate sul prezzo a scapito del prodotto italiano.

Il settore, infine, necessita di una programmazione pluriennale; per questo si sottolinea l’importanza della promozione di accordi di filiera stabili e strutturati, accelerando le misure già finanziate e favorendo incentivi per l’aggregazione di reti di impresa, OP e contratti di filiera.

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