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Reafficanti d'olio e sottocosto distruggono il valore dell'olio di oliva: servono controlli innovativi
Coldiretti e Unaprol hanno chiesto misure finanziarie urgenti per salvare la competitività delle aziende nazionali, garantire l’origine con controlli di risonanza magnetica e mappa isotopica e l’etichetta obbligatoria d’origine anche per le olive da tavola
28 maggio 2026 | 17:35 | C. S.
Il tessuto produttivo olivicolo-oleario italiano si trova oggi a dover fronteggiare una grave minaccia derivante dalle politiche di vendita sottocosto e dai prezzi eccessivamente bassi praticati da una parte della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) sull’Olio Extra Vergine di Oliva, anche a causa dell’azione di trafficanti di olio e speculatori che mettono all’angolo le produzioni nazionali favorendo le importazioni di prodotto a basso costo dall’estero.
Per combattere questa deriva e difendere la salute dei cittadini con la trasparenza, Coldiretti e Unaprol hanno predisposto un articolato Piano nazionale d'intervento che punta al potenziamento dei sistemi di controllo e al sostegno economico immediato ai produttori, in occasione della riunione per l’analisi della situazione di mercato al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con il sottosegretario Patrizio Giacomo la Pietra.
Il piano a difesa dell’olio italiano
L’origine e l'autenticità del prodotto vanno garantite attraverso controlli innovativi come risonanza magnetica (Nmr) e mappa isotopica che devono avere valore di prova anche in giudizio per bloccare chi spaccia per made in Italy olio estero. Le stesse tecniche devono essere integrate obbligatoriamente nei protocolli ministeriali con screening analitici mirati a blindare l'origine geografica dell'olio. Tali piani di controllo dovranno essere capillarmente eseguiti sia sulle masse olearie in ingresso in Italia, sia sui prodotti confezionati posti a scaffale nella GDO.
Coldiretti e Unaprol continueranno nel loro presidio ai porti e alle frontiere per denunciare le manovre di chi specula sfruttando gli arrivi di prodotto di bassa qualità per rivenderlo all’estero come nazionale, facendo abbassare i prezzi di quello made in Italy.
Serve poi un cambio di passo netto sulla tracciabilità delle olive da tavola, attraverso l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria nazionale in un comparto strategico che vale circa un miliardo di euro. L’origine del prodotto deve essere immediatamente riconoscibile, senza classificazioni o dinamiche commerciali sovranazionali che rischiano di cancellare identità, qualità e valore del prodotto italiano.
"Noi produciamo salute per i cittadini attraverso olio extravergine d’oliva di grande qualità – ha dichiarato il Presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri – e non possiamo subire la concorrenza sleale di chi trucca l’origine. Combattiamo quei trafficanti di olio che abbattono il prezzo, cercando di umiliare migliaia di olivicoltori. Per questo non si ferma la nostra mobilitazione continua e al Ministero abbiamo presentato un piano di azioni concreto. Stop al sottocosto, perché dietro ai prezzi infimi delle bottiglie sugli scaffali si nascondono truffe e sfruttamento. Sì alla garanzia dell’origine con controlli innovativi e trasparenza per i cittadini. E vogliamo che il vero olio EVO italiano sia nelle mense di scuole o ospedali, per proteggere bambini e malati a tavola. Coldiretti e Unaprol continueranno a difendere il vero Made in Italy sempre”.
Le altre azioni del piano
In parallelo, sul fronte telematico e della tracciabilità, si richiede una profonda revisione delle procedure sul Portale SIAN. Per quanto riguarda i commercianti di olive, si propone l'obbligo tassativo di consegna della materia prima al frantoio entro 12 ore dall'acquisto, per preservarne l'efficacia qualitativa e scongiurare manipolazioni; ogni movimentazione dovrà essere vigilata in tempo reale tramite la redazione diretta sul portale di un DDT (Documento di Trasporto) elettronico nativo e non modificabile. Inoltre, per massimizzare la trasparenza di mercato, i codici operazione del SIAN dovranno integrare l'obbligo di inserimento dei prezzi delle olive e dell'olio sfuso compravenduti, permettendo l'estrazione automatica e la pubblicazione settimanale di prezzi di riferimento ufficiali dettagliati per provincia, origine e classe merceologica.
A livello europeo, la strategia di Coldiretti e Unaprol mira a un irrigidimento dei controlli. Si chiede un intervento stringente sul Regime di Perfezionamento Attivo (TPA) attraverso bilanci di massa sul SIAN che verifichino i carichi e gli scarichi in compensazione, intercettando l'uso abusivo di olio straniero dirottato sui canali di vendita ordinaria. Le licenze in TPA dovranno inoltre decorrere non prima del 1° aprile di ogni anno, spostando l'operatività alla primavera per evitare che massicce importazioni extra-UE a dazio zero durante i mesi autunnali e invernali, in esatta concomitanza con la raccolta nazionale, generino speculazioni capaci di deprimere i prezzi all'origine. In sede comunitaria, viene sollecitato il recepimento della Raccomandazione 2 della Relazione Speciale 01/2026 della Corte dei Conti Europea per vietare espressamente la miscelazione di oli di categorie differenti (come EVO e vergine) finalizzata alla vendita di blend sotto la denominazione di Extra Vergine, una pratica che accelera la degradazione qualitativa e svaluta la purezza categoriale del 100% italiano. A tutela del principio di reciprocità, si propone l'istituzione di un Registro Telematico Unico europeo sul modello informatico di quello italiano.
A fare da indispensabile corollario a queste riforme di mercato vi sono le misure finanziarie di emergenza e i piani di stimolo ai consumi istituzionali. Per dare sollievo a Cooperative, OP e frantoi privati colpiti da una severa stagnazione delle giacenze interne, si richiede l'attivazione, d'intesa con gli istituti di credito, di un piano straordinario di sostegno basato su contributi diretti a breve e medio termine per il ristoro degli interessi passivi sui finanziamenti in corso, replicando l'efficace modello adottato dall'amministrazione due anni fa. Infine, per favorire lo svuotamento dei magazzini nazionali, il piano suggerisce l'istituzione di un fondo ministeriale straordinario rivolto alle Regioni per incentivare l'acquisto di olio 100% italiano certificato nella ristorazione collettiva pubblica, vincolando l'erogazione dei contributi all'inserimento di precisi criteri di premialità e quote d'obbligo di fornitura nei bandi di gara per le mense scolastiche e le strutture ospedaliere.
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