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Crisi dell’olio extravergine d'oliva: la proposta che parte dalla Calabria
Chiesti accordi di filiera, sostegni economici e maggiore tutela per l’olio italiano nella Grande distribuzione. L’organizzazione dei produttori olivicoli lancia l’allarme sui costi di produzione e sulla tenuta del comparto
31 maggio 2026 | 11:00 | C. S.
Un piano in sei punti per fronteggiare la crisi del mercato dell’olio extravergine di oliva. È la proposta avanzata dall’A.P.OL.C., Organizzazione Produttori Olivicoli già riconosciuta, indirizzata al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, al sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra e all’assessore regionale all’Agricoltura della Calabria Gianluca Gallo.
Nel documento, l’organizzazione evidenzia la necessità di adottare misure immediate a sostegno del comparto olivicolo, alle prese con l’aumento dei costi di produzione, le difficoltà di mercato e la crescente concorrenza degli oli provenienti dall’estero.
Tra le principali richieste figura la stipula di un accordo di filiera biennale con confezionatori e Grande distribuzione organizzata, finalizzato a garantire un prezzo dell’olio extravergine di oliva capace di coprire i costi sostenuti dalle aziende agricole.
L’A.P.OL.C. propone inoltre che gli oli extravergini italiani vengano collocati sugli scaffali della Gdo separatamente rispetto agli oli comunitari, attraverso apposito materiale informativo fornito dalle Organizzazioni dei produttori olivicoli, così da valorizzare l’origine nazionale del prodotto.
Nel piano trova spazio anche la richiesta di una promozione commerciale dedicata agli oli italiani, senza sovrapposizioni con quelli comunitari. L’obiettivo è rafforzare la percezione della qualità del prodotto nazionale e giustificare il maggiore prezzo rispetto agli oli importati.
Particolare attenzione viene riservata anche alla comunicazione verso i consumatori. Secondo l’organizzazione, è necessario investire in nuovi canali social e televisivi per aumentare la conoscenza dell’olio extravergine italiano e sostenere la domanda interna.
Tra gli interventi ritenuti urgenti, l’A.P.OL.C. chiede inoltre misure economiche concrete per aziende olivicole e frantoi, attraverso finanziamenti a tasso agevolato destinati a sostenere la liquidità del settore.
Infine, l’organizzazione sollecita una riduzione dei costi energetici – in particolare gasolio ed energia elettrica – e dei costi di produzione legati all’acquisto di concimi e prodotti antiparassitari.
La proposta punta a tutelare l’intera filiera olivicola italiana e calabrese in una fase considerata particolarmente delicata per il comparto, stretto tra rincari produttivi e difficoltà di mercato.
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