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Nasce la prima Carta degli oli extravergine d’oliva a Indicazione Geografica per la ristorazione
Il progetto segna anche il debutto operativo della nuova Federazione dei Consorzi delle DOP e IGP, nata dall’aggregazione tra Unaprol e Coldiretti. La Federazione sottolinea la necessità di contrastare pratiche commerciali sleali e vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata
15 aprile 2026 | 15:15 | C. S.
In occasione della Giornata del Made in Italy, al Vinitaly, è stata presentata la prima “Carta degli oli extravergine d’oliva a Indicazione Geografica”, un progetto promosso da Coldiretti e Unaprol insieme alla Federazione Nazionale dei Consorzi IGP e DOP Olio e Olive, ospitato presso il ristorante di Campagna Amica.
L’iniziativa introduce per la prima volta uno strumento strutturato dedicato alla ristorazione per la valorizzazione degli oli extravergini certificati, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra prodotto, territorio e cultura gastronomica italiana.
Una selezione qualificata di oli IG per la ristorazione
La Carta raccoglie una selezione di oli extravergini di oliva a Indicazione Geografica, comprendente 8 IGP e 42 DOP provenienti da diverse regioni italiane. Ogni referenza è accompagnata da schede descrittive delle caratteristiche sensoriali e da suggerimenti di abbinamento gastronomico, con l’intento di supportare il lavoro dei ristoratori nella costruzione di un’offerta più consapevole e qualificata.
Secondo i promotori, lo strumento consente di trasformare l’olio certificato in un vero elemento identitario del menu, elevandolo da condimento a componente narrativa dell’esperienza culinaria.
Una nuova governance per la filiera olivicola
Il progetto segna anche il debutto operativo della nuova Federazione dei Consorzi, nata dall’aggregazione tra Unaprol e Coldiretti, che rappresenta oltre 22.000 produttori e circa 2.000 frantoi, custodi di 167.000 ettari di oliveti, pari a circa il 15% del patrimonio nazionale.
La Federazione si propone come soggetto di coordinamento strategico per il settore, con particolare attenzione alla tracciabilità, alla difesa della qualità certificata e alla valorizzazione delle identità territoriali.
Tracciabilità digitale e lotta alle pratiche sleali
Tra le direttrici principali del progetto figura l’evoluzione dei sistemi di tracciabilità digitale, con il rafforzamento del cosiddetto “bollino di Stato” in una logica “dal campo alla bottiglia”. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza sui lotti produttivi e sulle aziende agricole coinvolte nella filiera.
Accanto a ciò, la Federazione sottolinea la necessità di contrastare pratiche commerciali sleali e vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata, fenomeni ritenuti penalizzanti per il valore economico del prodotto e per la sostenibilità delle imprese olivicole.
Difesa delle produzioni locali e qualità come leva competitiva
Particolare attenzione viene posta anche alla tutela delle produzioni italiane rispetto alle importazioni extra-UE a basso valore aggiunto. In questa direzione, vengono considerati centrali il rafforzamento dell’analisi sensoriale e l’adozione di sistemi anticontraffazione più evoluti.
“La maggiore resilienza dei prezzi dei prodotti certificati dimostra che la qualità non è solo una scelta etica, ma l’unica strategia vincente per garantire la sostenibilità economica delle imprese e il diritto dei consumatori a una scelta consapevole”, ha dichiarato Fabrizio Filippi, presidente della Federazione.
Un nuovo strumento per la valorizzazione del Made in Italy agroalimentare
La “Carta degli oli IG” si inserisce dunque in un più ampio processo di valorizzazione del Made in Italy agroalimentare, puntando a rafforzare il ruolo dell’olio extravergine certificato nella ristorazione e a consolidare un modello basato su qualità, trasparenza e identità territoriale.
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