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La consulenza fitosanitaria nella moderna protezione delle piante
Il sistema produttivo agroalimentare è sempre più esigente, in termini di sicurezza, di qualità, di rispetto dell’ambiente, il che richiede una consulenza fitosanitaria sempre più qualificata
21 dicembre 2025 | 09:00 | C. S.
Oggi produrre in agricoltura non è cosa facile. Il sistema produttivo agroalimentare è sempre più esigente, in termini di sicurezza, di qualità, di rispetto dell’ambiente, il che richiede una consulenza fitosanitaria sempre più qualificata. Ciò che si chiede, quindi, è di mettere questa figura professionale nelle condizioni di operare al meglio, perimetrando l'area di azione, il percorso formativo e consentendo l'intervento adeguato alle necessità di analisi.
Antonio Capone, consigliere CONAF – “Abbiamo voluto raccontare le esperienze quotidiane dei professionisti agronomi per la moderna e più sicura protezione delle piante.
Il ruolo del dottore agronomo e dottore forestale è quello di conoscere e analizzare le condizioni produttive, declinando queste informazioni nel sito specifico della coltura, per attivare il circuito anamnesi, diagnosi e terapia.
Insieme ad AIPP vogliamo condividere un percorso per affrontare le sfide climatiche, le avversità degli organismi alieni, le crescenti esigenze di mercato, così come garantire la sicurezza alimentare, la tracciabilità, la sostenibilità delle produzioni.
Come tecnici, il percorso universitario ci offre una fondamentale preparazione inziale, ma come ordine vogliamo che l’aggiornamento sia continuino nell’arco della vita professionale. È l’unico modo per affrontare le nuove sfide del settore agricolo con un approccio di difesa delle colture moderno e sempre più innovativo.”
Gianfranco Romanazzi, presidente AIPP – “La figura del consulente fitosanitario, colui che gestisce le criticità delle coltivazioni nelle avversità, è spesso poco conosciuta e ancor meno valorizzata per il contributo che offre.
A livello di normativa europea, le politiche legate al Green Deal hanno subito un rallentamento, ma nei fatti assistiamo comunque a una riduzione degli impatti che produce la difesa fitosanitaria, sia nelle quantità che negli effetti sull’ambiente.
Ciò è avvenuto nonostante si siano aggravate le criticità per le piante, con l’ingresso di nuovi organismi alieni e con lo stress causato dei cambiamenti climatici, perché i prodotti fitosanitari che si utilizzano oggigiorno sono radicalmente differenti rispetto al passato: sono più specifici, hanno un impatto ambientale ridotto, ma in qualche caso anche una minore efficacia rispetto all’organismo bersaglio.
Il gap tra aumento delle criticità, la richiesta di ridurre gli impatti sull’ambiente e la ridotta efficacia dei prodotti fitosanitari è stato colmato dalla capacità di offrire una consulenza qualificata.
La protezione delle piante odierna, ben lontana dall’impiego di grandi quantità di sostanze ad ampio spettro e con impatti inaccettabili, è evoluta in una strategia definita nel dettaglio, capace di determinare i tempi e le modalità di somministrazione in modo preciso e focalizzato sul tipo di coltura, sull’organismo target e sul contesto di intervento, e per la complessità di tale gestione la figura del consulente fitosanitario assume sempre maggiore rilevanza, come riportato dagli eccellenti relatori che hanno condiviso la loro esperienza pratica quotidiana.”
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