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I mercati contadini per aumentare la resilienza degli agricoltori

I mercati contadini per aumentare la resilienza degli agricoltori

Registrati incrementi di reddito compresi tra il 20% e il 40%. Le aziende agricole hanno rafforzato la vendita diretta riducendo l’intermediazione; sono nate nuove forme di cooperazione locale tra produttori; è aumentata l’occupazione familiare

19 maggio 2026 | 10:00 | C. S.

Creare una rete di mercati contadini, sviluppando filiere locali del cibo, rappresenta un’opportunità per i Paesi più poveri per affrontare con maggiore resilienza gli shock legati alle guerre e ai rincari di energia e input di produzione. E’ il messaggio lanciato da Coldiretti e Campagna Amica al Codeway Expo 2026, inaugurato alla Fiera di Roma. In occasione dell’evento il Governo italiano e la Fao hanno presentato il progetto dei mercati come uno dei flagship project nazionali nell’ambito della cooperazione internazionale. Un riconoscimento che conferma il valore strategico del modello italiano della filiera corta e della vendita diretta visti come strumenti capaci di integrare sicurezza alimentare, sostenibilità, inclusione sociale e sviluppo economico locale.

L’evento ha visto la partecipazione della presidente di Campagna Amica, Dominga Cotarella, e del direttore generale della World Farmers Markets Coalition e responsabile cooperazione internazionale Coldiretti Carmelo Troccoli, che hanno evidenziato come l’esperienza dei mercati contadini italiani sia diventata in poco tempo un punto di riferimento che può cambiare il volto dell’agricoltura dei territori più esposti alle crisi alimentari. 

Secondo i dati raccolti sulla base dei progetti attivati i produttori hanno registrato incrementi di reddito compresi tra il 20% e il 40%; le aziende agricole hanno rafforzato la vendita diretta riducendo l’intermediazione; sono nate nuove forme di cooperazione locale tra produttori; è aumentata l’occupazione familiare e, in diversi casi, sono stati coinvolti nuovi lavoratori nelle aziende. Un impatto importante anche sul fronte della sostenibilità: soltanto il 3% degli agricoltori dichiara di sprecare il prodotto invenduto, la maggior parte riesce a vendere integralmente la produzione oppure a trasformarla e conservarla per i mercati successivi.

Un esempio è il Mami (Mediterranean and African Markets Initiative), il progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e realizzato dal Ciheam Bari in collaborazione con la World Farmers Markets Coalition e Fondazione Campagna Amica, che nella prima fase ha coinvolto Kenya, Libano, Tunisia ed Egitto, portando all’apertura dei primi mercati contadini strutturati in questi Paesi. I risultati ottenuti mostrano come i mercati stiano evolvendo da iniziative pilota a sistemi permanenti di sviluppo locale grazie al lavoro di formazione portato avanti nei territori.
In Kenya, dopo il primo mercato, è stato aperto un secondo. In Libano, nonostante la crisi legata alla guerra e ai bombardamenti, ai primi mercati se ne sono aggiunti altri cinque, con quello di Beirut che è rimasto operativo anche nei giorni più difficili del conflitto, diventando un simbolo di resilienza economica e sociale.

E’ ora in avvio la seconda fase del progetto Mami, coordinata ancora dal Ciheam Bari con partner tecnici Coldiretti e Campagna Amica. L’obiettivo non sarà più soltanto aprire singoli mercati, ma costruire reti strutturate di mercati contadini sul modello Campagna Amica, integrati con le filiere agricole locali e con le politiche di sviluppo territoriale. Le attività continueranno in Kenya, Egitto e Libano.
Mentre si allarga la cooperazione agricola di Coldiretti in Africa con progetti in Congo, Ghana, Senegal e Mozambico, Coldiretti e World Farmers Markets Coalition si apprestano anche a portare l’esperienza delle filiere corte in America Latina con il progetto Andes, sviluppato insieme all’Istituto Italo-Latino Americano (IILa), che svilupperà reti di mercati contadini in Equador, Colombia e Perù, tutti progetti di sostegno alle economie agricole locali.

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