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L’olivicoltura tradizionale chiede più tutela e valore di mercato

L’olivicoltura tradizionale chiede più tutela e valore di mercato

L'olivicoltura tradizionale spagnola cerca più rappresentitività e maggiore peso per la difesa del settore. Presentata a Beas de Segura la nuova associazione nazionale dell’olivicoltura tradizionale ed ecologica. Al centro sostenibilità, redditività e difesa del territorio rurale

20 maggio 2026 | 09:00 | C. S.

Nel cuore dell’Andalusia prende forma una nuova voce dell’olivicoltura tradizionale spagnola. A Beas de Segura, nella provincia di Jaén, è stata presentata ufficialmente OliveA Tradición y Progreso, associazione che punta a rappresentare a livello nazionale il settore dell’oliveto tradizionale ed ecologico, rivendicandone il ruolo strategico per l’economia rurale, l’occupazione e la tutela ambientale.

Durante l’Encuentro Nacional del Olivar Tradicional y Ecológico, ospitato al Teatro Cine Regio, l’organizzazione ha ribadito la necessità di consolidare un modello agricolo fondato sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale. Secondo OliveA, l’oliveto tradizionale non rappresenta soltanto un sistema produttivo, ma anche uno strumento fondamentale per contrastare lo spopolamento delle aree rurali e preservare il paesaggio agricolo del sud della Spagna.

Uno dei punti centrali del programma dell’associazione riguarda la valorizzazione commerciale dell’olio extra vergine di oliva proveniente da oliveti tradizionali. OliveA sostiene infatti che il futuro del settore dipenda dalla capacità di differenziare il prodotto sul mercato, riconoscendo nel prezzo finale il valore aggiunto generato da pratiche agricole sostenibili e da un forte impatto sociale e territoriale.

“La redditività delle aziende familiari passa attraverso un sistema che premi le specificità del modello tradizionale”, hanno sottolineato i promotori dell’iniziativa, evidenziando come il settore debba ottenere un maggiore riconoscimento rispetto ai sistemi intensivi e superintensivi.

Alla guida della nuova associazione è stato nominato José Gilabert, affiancato dalla vicepresidente Nuria Yáñez e dal segretario Rafael Almirón. La nascita di OliveA risponde, secondo i fondatori, all’esigenza di dare al comparto una rappresentanza unitaria capace di affrontare le sfide strutturali legate a competitività, redditività e posizionamento sul mercato internazionale.

Tra le priorità strategiche indicate figurano anche l’innovazione tecnologica, la modernizzazione delle aziende agricole, la digitalizzazione dei processi produttivi e il ricambio generazionale. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’efficienza del comparto senza rinunciare alle caratteristiche storiche e territoriali dell’olivicoltura tradizionale.

L’associazione prende inoltre posizione contro l’idea che la riconversione intensiva e la concentrazione produttiva rappresentino l’unica prospettiva possibile per il futuro del settore. OliveA propone invece un modello alternativo basato sulla cooperazione tra produttori, sulla valorizzazione della qualità e sulla tutela del patrimonio agricolo e culturale legato all’olivo tradizionale.

Con il debutto ufficiale di Beas de Segura, OliveA si candida ora a diventare un interlocutore di riferimento nel dibattito sulle politiche agricole e sul futuro dell’olivicoltura spagnola.

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