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La causa della speculazione sull'olio di oliva italiano: troppi commercianti
L’esame di alcuni dati sulla campagna olearia in corso fa emergere distorsioni e speculazioni machiavellicamente pilotate. Servono subito controlli rapidi per prevenire riduzione dei prezzi dell'olio di oliva
13 novembre 2025 | 12:00 | C. S.
Nel cuore della campagna olearia 2025 in questi giorni molti produttori di olio si sono rivolti agli uffici della Coldiretti Calabria per denunciare un vistoso calo del prezzo dell’olio d’oliva extravergine. Eppure, rileva Coldiretti Calabria, la qualità è ottima e anche la produzione. E allora cosa sta accadendo? Dall’esame di alcuni dati ufficiali elaborati dall’ufficio economico della Coldiretti Calabrese, emergono dinamiche opache che stanno alterando il mercato dell’olio extravergine d’oliva. Ci sono - insiste Coldiretti - abusi di mercato, che per la loro pervasività, stanno inquinando il mercato e ne minano il corretto meccanismo di funzionamento. Insomma, c’è una rincorsa al ribasso, machiavellicamente pilotata, che ha fatto scendere il prezzo del nostro olio extravergine. Fossimo in un film giallo si parlerebbe di delitto perfetto, con il morto (il settore olivicolo).
Distorsioni e speculazioni machiavellicamente pilotate: ecco perchè
Ma veniamo ai dati che ci offrono una fotografia reale con una lettura che non può avere equivoci. La Puglia è la prima regione olivicola con circa 350 mila ettari, operano in questa regione 1.580 commercianti di olio. In Calabria gli ettari sono 184mila (1/2 della superficie della Puglia) e vi operano ben 7.151 commercianti di olio. Se prendiamo poi la Toscana la regione che esporta olio, i commercianti di olio sono 2523. Passando poi al numero dei frantoi in Calabria sono presenti quasi lo stesso numero di frantoi (1126) della Puglia (1109) e da noi i frantoi, ricorda Coldiretti, hanno ricevuto finanziamenti regionali per l’ammodernamento degli impianti, sono anche stabilimenti di stoccaggio dell’olio e pochi per l’imbottigliamento. In Toscana, tanto per un riferimento, i frantoi sono 613. Da questa rappresentazione emerge per Coldiretti che il prezzo in Calabria lo fanno gli oltre 7mila commercianti di olio che senza scrupoli e forse praticando pratiche sleali, con olio proveniente chissà da dove, spesso reimmesso nel mercato a prezzi stracciati, creano effetti distorsivi sull’intera filiera; in pratica dominano il mercato e impongono prezzi al di sotto dei costi di produzione ai produttori che devono sbarcare il lunario.
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