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Le triangolazioni dell'olio di oliva mettono a rischio i prezzi dell'extravergine italiano
Rafforzare i controlli sui flussi in entrata, soprattutto durante i mesi della raccolta italiana, per contrastare pratiche di dumping e manovre speculative. Il meccanismo del perfezionamento attivo, in assenza di un registro europeo di tracciabilità apre enormi margini a operazioni elusive
20 ottobre 2025 | 12:30 | C. S.
“Occorrono provvedimenti urgenti contro le violazioni delle norme UE sulla concorrenza, in particolare in materia di concentrazioni e antitrust, per verificare eventuali accordi sleali che alterano il mercato dell’olio extravergine d’oliva in Europa. Stiamo assistendo a movimentazioni anomale e sospette di prodotto proveniente da Paesi extra UE, spesso reimmesso nel mercato comunitario a prezzi stracciati, con effetti distorsivi sull’intera filiera. Serve trasparenza, tutela per i produttori e regole uguali per tutti”.
Così David Granieri, presidente di Unaprol e vicepresidente di Coldiretti, sulle anomalie del mercato dell’olio e sui sospetti di turbativa dei prezzi legati ai flussi di importazione da Paesi extra UE, in particolare dal Nord Africa e dalla Turchia.
Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, nei primi sette mesi del 2025 gli arrivi di olio straniero hanno registrato un incremento del 64% con 385 milioni di chili di prodotto che hanno varcato i confini nazionali.
Per Coldiretti e Unaprol, è urgente chiarire come sia possibile che l’olio extravergine venga scambiato a 9 €/kg, nonostante le giacenze ridotte e gli elevati costi di produzione, mentre sul mercato europeo arrivano oli vergini extra UE con valori anche inferiori a 3 €/kg, generando una grave pressione sui prezzi in Italia e Spagna.
"Il meccanismo del perfezionamento attivo, in assenza di un registro europeo di tracciabilità – spiega Granieri – apre enormi margini a operazioni elusive. Esiste il rischio concreto che olio di origine extra UE entri nel mercato comunitario camuffato come prodotto europeo, danneggiando le produzioni italiane e tradendo la fiducia dei consumatori".
Coldiretti e Unaprol sottolineano inoltre come la Spagna, principale acquirente di olio tunisino, non disponga di un sistema di tracciabilità comparabile al Registro Telematico dell’Olio italiano, condizione che può favorire la reimmissione di prodotto extracomunitario nei circuiti europei senza adeguati controlli. Si assiste sempre più spesso a triangolazioni sospette con altri Paesi extraeuropei che minano la credibilità dell’intero comparto olivicolo-oleario.
"È necessario istituire un Registro di Tracciabilità Europeo – aggiunge Granieri – in grado di monitorare in tempo reale i flussi commerciali e prevenire triangolazioni fraudolente. L’Italia dispone già di strumenti tra i più avanzati, ma senza una piattaforma comune la trasparenza dei nostri produttori rischia di trasformarsi in uno svantaggio competitivo".
Per Coldiretti e Unaprol è fondamentale rafforzare i controlli sui flussi in entrata, soprattutto durante i mesi della raccolta italiana, per contrastare pratiche di dumping e manovre speculative. Unaprol è pronta a collaborare con le istituzioni europee e nazionali per la creazione di un modello di tracciabilità integrato tra Fascicolo Aziendale e Registro Telematico dell’Olio.
"Il comparto olivicolo italiano – conclude Granieri – non chiede protezioni, ma regole chiare, trasparenti e comuni. Solo così potremo difendere i produttori onesti e garantire ai consumatori un vero extravergine 100% italiano, frutto di qualità, lavoro e legalità".
L’olio extra vergine d’oliva rappresenta un comparto strategico per il Made in Italy agroalimentare, grazie all’impegno di circa 400mila aziende agricole che garantiscono standard elevatissimi di qualità. L’Italia vanta un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, il più vasto tesoro di biodiversità al mondo, secondo l’analisi Coldiretti, e la leadership europea per numero di oli extravergini a denominazione: 43 DOP e 7 IGP.
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