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Furti di olive nelle campagne baresi: 30 chili di olive rubati in 5 minuti
Le bande criminali hanno ripreso a fare razzia di olive, un fenomeno che, puntualmente ogni anno, interessa l’intera regione. I gruppi di malfattori, in appena 3-5 minuti, riescono a sottrarre oltre 30 kg di olive per albero
28 ottobre 2025 | 14:00 | C. S.
Con la campagna olivicola e olearia appena iniziata in Puglia, si riaccende il fenomeno dei furti di olive, che vanno sorvegliate di notte e scortate di giorno e di notte durante i trasferimenti nei frantoi. È la denuncia di Coldiretti Puglia, alla luce di quanto sta già accadendo negli oliveti, dove le bande criminali hanno ripreso a fare razzia di olive, un fenomeno che, puntualmente ogni anno, interessa l’intera regione. Per questo Coldiretti Puglia, ringraziando le forze dell’ordine per l’impegno quotidiano, chiede un rafforzamento dei controlli per garantire maggiore sicurezza ad agricoltori e lavoratori.
I gruppi di malfattori, in appena 3-5 minuti, riescono a sottrarre oltre 30 kg di olive per albero – aggiunge Coldiretti Puglia – colpendo gli ulivi con mazze, anche di ferro, per far cadere più frutti possibile, danneggiando al tempo stesso le piante. Le squadre si muovono in modo coordinato, mentre alcuni battono i rami, altri trascinano le reti sotto gli alberi per raccogliere rapidamente le olive in caduta.
Quest’anno, con una raccolta 2025 in Puglia in aumento del 40% rispetto al 2024, i bottini saranno ancora più ricchi, ai danni degli agricoltori che, oltre alla perdita economica dovuta alla sottrazione di olive e ai danni agli ulivi, devono impiegare più manodopera per recuperare dal terreno parte della “refurtiva” abbandonata dai ladri – sottolinea ancora Coldiretti Puglia.
Ma nel mirino non ci sono solo le produzioni, a rischio sono anche i mezzi agricoli, camion e autocarri impiegati per il trasporto. Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare promosso da Coldiretti, sulla base dei risultati delle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è esposto a fenomeni criminali legati a furti, estorsioni, contraffazioni di prodotti e falsi marchi di qualità. I danni per la collettività sono enormi: dal rischio per la salute dei consumatori, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare.
Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e colpisce la proprietà fondiaria, le infrastrutture al servizio delle attività agricole e, non da ultime, le produzioni agroalimentari. I reati contro il patrimonio – furti di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), oltre a usura, danneggiamenti, pascolo abusivo ed estorsioni – rappresentano la “porta d’ingresso” della criminalità, organizzata e comune, nella vita dell’imprenditore agricolo e nella gestione ordinaria delle aziende.
Masserie depredate, pozzi e strutture devastate, chilometri di fili di rame scomparsi: imprese lasciate senza energia e impossibilitate a proseguire le proprie attività. Capitolo a parte merita poi il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da lontano, spesso sofisticati e spacciati per prodotti di qualità, con l’uso illecito del marchio “Made in Puglia”, a danno dell’agricoltura regionale e dei consumatori.
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