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Dazio al 50% di Trump: il rischio è l'embargo sul vino italiano
Le imprese italiane del vino stanno pianificando i bandi europei dell’Ocm Promozione, con investimenti per qualche decina di milioni di euro destinati agli Usa. Una minaccia di accisa al 50% sortisce l’immediato effetto di rinunciare
24 maggio 2025 | 11:00 | C. S.
“La nuova minaccia del presidente Trump rappresenta un ulteriore fardello di incertezza per le imprese italiane, a partire da quelle del vino. Da mesi ormai il settore – che negli Stati Uniti spedisce il 24% (1,94 miliardi di euro) dell’intero export enologico – non riesce più a programmare il proprio futuro, e questo è un danno enorme, a prescindere dall’entità del dazio”. È il commento del presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, in merito alla ‘raccomandazione’ odierna del presidente Donald Trump di innalzare al 50% i dazi statunitensi all’Unione europea.
“Per fare un esempio – ha aggiunto Frescobaldi -, in questi giorni le imprese italiane del vino stanno pianificando i bandi europei dell’Ocm Promozione, con investimenti per qualche decina di milioni di euro destinati agli Usa, principale target. Chiaramente, una minaccia di accisa al 50% - che più che un dazio sarebbe un embargo – sortisce l’immediato effetto di rinunciare, giocoforza, all’investimento. E con esso ai piani di sviluppo di un settore che vive sempre più di esportazioni. Chiediamo pertanto – ha concluso il presidente Uiv - a Bruxelles e a Roma di intensificare le trattative, perché il fattore tempo rappresenta ormai sempre più una discriminante fondamentale”.
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