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Allarme Xylella fastidiosa, è arrivata a Conversano

Allarme Xylella fastidiosa, è arrivata a Conversano

Trovatew tre piante infette a Conversano (Ba) che dista 200 km dall’estremo nord della Puglia: in mezzo c’è tutta l’olivicoltura della Puglia. Non è più tempo di una gestione ordinaria del problema

09 luglio 2025 | 12:00 | C. S.

Conversano (Bari), dove per la prima volta sono state trovate tre piante infette da Xylella, dista 225 chilometri dall’estremo più a Nord della Puglia: tra un punto e l’altro, c’è la maggior parte dell’olivicoltura pugliese, quella non ancora intaccata, che ora trema perché l’avanzata del batterio non accenna a fermarsi.

“La Xylella è diventata una scheggia impazzita. Non è più tempo di una gestione ordinaria del problema, occorre attivare azioni e mezzi straordinari. Nascondere la testa sotto il terreno, per non vedere ciò che sta accadendo, non salverà quella parte del patrimonio olivicolo pugliese che ancora non è stata raggiunta dal batterio. Occorre che Unione Europea e Governo decidano di nominare un Commissario con poteri e fondi straordinari e serve che lo facciano ora”. 

Dopo i ritrovamenti di Conversano, è Gennaro Sicolo a chiedere che Europa e governo italiano prendano piena coscienza di quanto la situazione sia critica e non permetta più rinvii o perdite di tempo. Il vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani da tempo chiede a gran voce che la Puglia non sia lasciata sola in questa drammatica lotta contro il batterio che ha già distrutto milioni di olivi nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto.

“La Regione Puglia sta facendo il massimo”, aggiunge Sicolo, “e le operazioni di continuo monitoraggio lo dimostrano. Però la Regione deve essere supportata ai massimi livelli sia dall’Europa che dal Governo italiano. Il problema è che il batterio continua a viaggiare e punta deciso verso il Nord della Puglia: se non si riuscirà a fermarlo sarà un disastro. Noi lo diciamo da tempo: si nomini un Commissario straordinario da un lato per accelerare le operazioni di contrasto e stanziare risorse adeguate a una vasta opera di contrasto; dall’altro per finanziare la ricerca scientifica affinché si arrivi finalmente a metodi e procedure che risolvano il problema una volta per tutte”.

Nel Barese e nella BAT la Xylella è già arrivata, ma i pochi casi sono stati prontamente circoscritti con le eradicazioni e le altre misure previste dalle procedure di prevenzione e contrasto. In provincia di Foggia, invece, finora non è stato riscontrato alcun caso. L’Area Metropolitana di Bari, con il polo di Bitonto e Corato in primo piano, la BAT con Andria e la Capitanata sono territori profondamente legati all’olivicoltura. Migliaia e migliaia di ettari di oliveti e di aziende olivicole, centinaia di frantoi, un fatturato che significa reddito e lavoro per donne, uomini e tanti giovani che sempre più spesso sono protagonisti dell’innovazione di un settore, quello olivicolo-oleario, tra i più moderni e innovativi dell’agricoltura pugliese.

“Ecco perché l’allarme per un’eventuale e disastrosa diffusione del batterio è altissimo”, spiega Sicolo. “Stiamo parlando di territori in cui l’olivicoltura è la prima industria a cielo aperto, con numeri importanti per posti di lavoro e reddito delle famiglie legati al settore. Se non si interviene subito con forza, la situazione diventerà potenzialmente fuori controllo”.

La preoccupazione di CIA Agricoltori Italiani riguarda soprattutto le difficoltà d’intervento che riguardano cunette, siepi, aree di competenza degli enti territoriali, terreni agricoli abbandonati. “Il rischio è quello di “fondere” il motore propulsore della storia e della capacità di innovazione dell’olivicoltura italiana, mettendo in pericolo l’esistenza stessa di migliaia di imprese, un patrimonio di immenso valore, anche dal punto di vista identitario, culturale e paesaggistico. Occorre agire subito, con determinazione e con le risorse necessarie a fermare l’avanzata del batterio”.

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