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I danni di Xylella fastidiosa per l'olivicoltura pugliese

I danni di Xylella fastidiosa per l'olivicoltura pugliese

I danni causati dalla Xylella non riguardano solo la disponibilità di olio Made in Italy, ma si allargano anche all’ambiente, all’economia e al turismo con intere fasce di territorio ridotte a distese spettrali di alberi morti

20 maggio 2025 | 16:00 | C. S.

Perse 600mila giornate di lavoro a causa del batterio killer della Xylella che dall’ottobre 2013 ha colpito 8mila chilometri quadrati di territorio in Puglia, con un danno stimato di quasi 3 miliardi euro per la perdita di produzione di olio extravergine del Salento e ripercussioni pesanti sul turismo ed il paesaggio. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, in occasione della due giorni organizzata dalla UILA a Bari, a cui ha partecipato Vincenzo Gesmundo, segretario generale della Coldiretti.

“Posti di lavoro persi, agricoltori senza reddito da anni, con il rischio poi che il calo della produzione olivicola possa favorire la crescita delle importazioni di olio dall’estero con aumenti record degli arrivi dalla Tunisia, che magari a causa dell’attuale norma del codice doganale sull’origine dei cibi viene italianizzato grazie ad ultime trasformazioni anche minime”, ha detto il segretario generale della Coldiretti Gesmundo, nel sottolineare che “Coldiretti è schierata in prima fila per il riconoscimento dell’origine su tutti i prodotti europei e a contrasto di un italian sounding oggi consentito dal codice doganale sull’origine dei cibi che permette attraverso l’ultima trasformazione di far diventare un prodotto straniero magicamente made in italy”.

I danni causati dalla Xylella non riguardano solo la disponibilità di olio Made in Italy, ma si allargano anche all’ambiente, all’economia e al turismo con intere fasce di territorio ridotte a distese spettrali di alberi morti in un momento importante per la ripresa dell’economia nazionale – denuncia Coldiretti Puglia - una situazione che pesa sulla produzione nazionale di olio extravergine di oliva.

A causa del batterio sono andate perse 3 olive su 4 solo in provincia di Lecce con il crollo del 75% della produzione di olio di oliva. In provincia di Taranto si registrano ulivi secchi a macchia di leopardo, con un calo della produzione del 15%. In provincia di Brindisi la raccolta ha subito una riduzione generale del 30% con la continua avanzata della Xylella fastidiosa.

Serve il secondo piano pluriennale per la rigenerazione delle aree colpite dalla Xylella fastidiosa in Puglia – conclude Coldiretti Puglia - perché sono 115mila gli ettari rimasti fuori dal primo piano di 300 milioni di euro, un impegno urgente da attuare con il coordinamento ed il sostegno alle attività di ricerca ed un pieno e consapevole coinvolgimento delle Istituzioni regionali, nazionali e dell’Europa sul problema Xylella.

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