Associazioni di idee
Crescono le importazioni di grano da Turchia, Russia e Ucraina
L’Italia importa il 40% del fabbisogno di grano duro e il 65% di tenero. Tra le navi in arrivo, ci sarebbe, in base ai sistemi di informazione marittima, la nave Alma con grano russo ed ucraino
03 giugno 2024 | C. S.
“Continuano a segnalarci l’arrivo nei porti pugliesi, e in quello di Bari in particolare, di navi cariche di grano proveniente dalla Russia, dall’Ucraina e dalla Turchia. Chiediamo alle autorità competenti di intervenire immediatamente per verificare gli arrivi e per garantire i consumatori e i produttori di grano italiani. Occorre tutelare il grano italiano e pugliese e contrastare il crescente incremento delle importazioni da Turchia, Russia e Ucraina. Altrimenti è in serio pericolo la sopravvivenza della nostra cerealicoltura”. È Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, a tornare sulla necessità di salvaguardare il grano duro italiano. “Ad oggi siamo praticamente inermi e disarmati, mentre il nostro Paese è meta di importazioni selvagge e senza controlli. I prelievi dei campioni devono essere effettuati da un gruppo misto di controllori (sanità marittima, Nas e Guardia di finanza) e analizzati prima dello scarico della nave, con particolare attenzione alle micotossine. Alla Regione Puglia e al suo Osservatorio Fitopatologico chiediamo di fare i controlli visivi che gli competono e di rendere pubblici i risultati e le immagini del grano. Tra le navi in arrivo, ci sarebbe, in base ai sistemi di informazione marittima, la nave «Alma» con grano di origine russa ed ucraina. Stiamo continuando a perdere questa guerra; eppure, basterebbe dare vita a Granaio Italia”, aggiunge Sicolo. “Considerato che le semine non garantiscono i giusti ritorni, si rinuncia a seminare grano e parallelamente aumenta la dipendenza dall’estero. Serve maggiore trasparenza sui mercati e il riconoscimento dei costi ai cerealicoltori italiani. È inconcepibile che non si proceda all’istituzione del registro telematico sulle giacenze dei cereali, Granaio Italia, importante in termini di maggiore tracciabilità e la cui entrata in vigore viene continuamente rinviata. Confidiamo nell’impegno del sottosegretario La Pietra affinché, nel passaggio in aula al Senato, venga approvato l’emendamento su Granaio Italia che è il registro telematico per la certificazione del grano sia italiano che in arrivo dall’estero. Così come si attende da tempo uno strumento che certifichi i costi di produzione per definire, in modo chiaro, anche i termini di contrattazione”.
“L’Italia importa il 40% del fabbisogno di grano duro, il 65% di tenero e il 55% del mais. Eppure, nonostante la carenza di prodotto nazionale e la continua richiesta da parte dei consumatori di prodotti 100% italiani, le quotazioni dei maggiori cereali sono sempre più mortificanti per i nostri agricoltori. La Puglia, dove si produce la maggiore quantità di grano duro italiano, è così estremamente penalizzata”. Anche a causa dei cambiamenti climatici, si prospetta per il Paese un raccolto tra i più bassi di sempre. E la situazione non è differente per il grano tenero e il mais. Non è pensabile andare avanti senza politiche di contenimento da parte dell’Europa. Le aziende stanno abbandonando le colture. Le istituzioni tutte devono agire rapidamente, il Governo deve dare risposte immediate rispetto alle istanze presentate da troppo tempo, con un documento concreto di proposte, diverse mobilitazioni in piazza e una petizione online “salva-grano” Made in Italy che supera le 75 mila firme. Non si trascurino ancora i rischi economici, sociali e ambientali di questa crisi, non solo per il comparto cerealicolo, ma per l’intero Paese.
Potrebbero interessarti
Associazioni di idee
Il blocco delle mele pare superata: i porti riaprono
Ad oggi i carichi stanno arrivando e i porti principali sono operativi. Le mele hanno qualità intrinseche che permettono un’ottima conservazione anche su lunghe tratte, consentendo di affrontare imprevisti di vario genere e cambi di logistica non pianificati
11 marzo 2026 | 14:30
Associazioni di idee
Nessun raddoppio del contingente a dazio zero per l'olio di oliva tunisino
No della Commissione europea a portare a 100 mila tonnellate la quota di dazio zero per l'olio tunisino. Nuove concessioni tariffarie avrebbero aumentato ulteriormente le importazioni di prodotto a basso costo, facendo crollare i prezzi di quello italiano
10 marzo 2026 | 10:00
Associazioni di idee
FOA Italia a Enoliexpo Bari: convegno e assemblea nazionale
Giornata centrale per l'associazione sarà il 20 marzo con due appuntamenti: Non chiamateli Scarti, la sfida normativa del Frantoio Oleario moderno e un approfondimento su Xylella fastidiosa
07 marzo 2026 | 14:00
Associazioni di idee
L’aumento del prezzo del petrolio rischia di avere effetti sull’intera filiera agroalimentare.
Cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in Italia, pari al 14% delle tonnellate trasportate e al 18% del totale in tonnellate-chilometro, con l’88% dei prodotti alimentari che viaggia su gomma
07 marzo 2026 | 09:00
Associazioni di idee
Xylella fastidiosa: l’Unione europea conferma l’assenza di cure
L’impatto della diffusione della Xylella fastidiosa ha inciso in modo significativo sul tessuto produttivo e sul patrimonio olivicolo regionale, con ricadute economiche e sociali rilevanti anche nei territori di Bari e dell'andriese
05 marzo 2026 | 15:00
Associazioni di idee
Addio a 8 mila aziende agricole italiane nell'ultimo anno
Gli agricoltori in mobilitazione da tutte le regioni del Paese si ritroveranno il 6 per produrre con i loro trattori una iniziativa forte contro l’Accordo UE Mercosur. Il giorno dopo in Piazzale Ostiense gli agricoltori si incontreranno con le altre categorie produttive
05 marzo 2026 | 14:00