Associazioni di idee
I regali enogastronomici più gettonati per Natale
I cesti più gettonati sono quelli tradizionali dove accanto agli immancabili spumante e panettone non possono mancare le lenticchie, l’olio extravergine di oliva e il cotechino e lo zampone
11 dicembre 2023 | C. S.
Con il boom dei regali utili in quasi quattro case su dieci (37%) trovano spazio sotto l’albero i cesti enogastronomici anno con una varietà di scelta per tutti i gusti e per tutte le tasche, dal patriottico al low cost, dal beauty al lusso, senza dimenticare la solidarietà e il fai da te E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa al Villaggio di Natale della Coldiretti a Napoli in piazza Municipio dove è stato allestito il primo salone dei cesti natalizi, con le varietà più gettonate da mettere sotto l’albero nel più grande mercatino delle feste d’Italia dove acquistare curiose specialità a km 0 da tutte le regioni da regalare o per imbandire le tavole ma anche per sostenere iniziative di solidarietà per le famiglie bisognose.
Un successo – spiega Coldiretti – spinto dalla tendenza al regalo utile, magari da usare subito per imbandire le tavole delle feste proprie o di per parenti e amici. I cesti più gettonati sono comunque – sottolinea la Coldiretti – quelli tradizionali dove accanto agli immancabili spumante e panettone non possono mancare le lenticchie, l’olio extravergine di oliva e il cotechino e lo zampone. Quest’anno la spesa media per i cesti di Natale sarà di 53 euro, secondo Coldiretti/Ixe’, seppur con notevoli differenze tra le famiglie. Se un 21% si conterrà sotto i 30 euro, un altro 38% si orienterà tra 30 e 50 euro, un 32% si spingerà fino a 100 euro e una minoranza del 6% andrà anche oltre.
La tendenza è però verso la personalizzazione con cesti fai da te a tema con i prezzi che variano notevolmente, ma normalmente oscillano da un minimo di 20 euro sino a superare i 200 euro per quello con specialità più ricercate ed esclusive.
Si va dal patriottico al solidale, dal beauty al low cost spinto delle nuove sensibilità maturate con la crescente difficoltà in cui si trovano molti cittadini. I cesti di Natale patriottici Made in Italy possono essere innovativi o tradizionali con i tesori della tavola salvati dall’estinzione grazie al lavoro degli agricoltori, economici o di lusso, ricchi di carni e salumi o vegetariani sempre garantiti 100% italiani anche per il riso, l’extravergine o il grano utilizzato nella pasta e addirittura nel pandoro o nel panettone.
Attenti però al cesto pericoloso che dietro la convenienza del prezzo può nascondere preoccupanti sorprese. Nella black list dei cibi più pericolosi stilata dalla Coldiretti sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) dell’ultimo anno, ci sono infatti alimenti che spesso trovano spazio sugli scaffali o nei cesti tipici del Natale, I pericoli maggiori per la salute dei consumatori italiani – continua la Coldiretti – sono venuti infatti dai fichi secchi della Turchia per le aflatossine ma molto pericolosi anche i pistacchi da Turchia, Iran e anche Stati Uniti per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene nonché le erbe e le spezie dall’India e i litchi dalla Cina per la presenza di pesticidi oltre i limiti consentiti, ma non mancano neppure le cozze dalla Spagna a rischio salmonella o le ostriche francesi al norovirus che hanno provocato violente gastroenteriti. In Italia – precisa la Coldiretti – oltre otto prodotti su dieci pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (86%).
Con la cucina italiana candidata a divenire patrimonio dell’Unesco arriva anche il primo cesto dedicato ai riconoscimenti ottenuti dall’Italia – continua Coldiretti -, dal Tartufo bianco di Alba al passito di Pantelleria, dai vini delle colline piemontesi delle Langhe, del Roero e del Monferrato ai formaggi della transumanza, fino ai prodotti tipici della Dieta mediterranea, a partire da olio extravergine d’oliva e pasta.
Per chi sfida la crisi c’è il cesto di lusso che può mettere in bella mostra una bottiglia di spumante con gli Swarovsky da collezione oppure una di pregiato aceto balsamico di Modena stravecchio, o ancora un tartufo bianco o una confezione di zafferano Made in Italy mentre per chi punta sulla sobrietà – continua la Coldiretti – c’è il cesto low cost con prodotti semplici della campagna, dalla farina per polenta, ma anche la frutta di stagione Made in Italy.
Non solo cibo però, per i più vanitosi quello più adatto – continua la Coldiretti – è il cesto dell’agricosmesi, sia per lui che per lei, che spazia dal dopobarba alla calendula e proteine della seta allo shampoo e docciaschiuma all’extravergine, fino al tonico e alla maschera viso alla bava di lumaca.
I più attenti agli altri invece possono optare per un cesto sociale dove protagonisti sono i prodotti realizzati da comunità di recupero, centri di assistenza per disabili o ex detenuti mentre l’affermarsi di una nuova sensibilità green ha fatto aumentare l’offerta di cesti a chilometri zero con i prodotti locali e biologici acquistati nei mercati di Campagna Amica dove è possibile partecipare all’iniziativa della Coldiretti la spesa sospesa per donare prodotti alimentari alle famiglie più bisognose che potranno portare in tavola generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero consegnate in accordo con i Comuni e le Parrocchie.
“In Italia ci sono 3,1 milioni di persone che anche a Natale sono costrette a chiedere aiuto per mangiare con la consegna di pacchi alimentari in dono o nelle mense di carità afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, su dati del rapporto del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead), nel sottolineare che “con la spesa sospesa abbiamo raccolto oltre 10 milioni di chili di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità per dare un segno tangibile della solidarietà degli agricoltori verso le fasce più deboli della popolazione”.
Potrebbero interessarti
Associazioni di idee
Nessun raddoppio del contingente a dazio zero per l'olio di oliva tunisino
No della Commissione europea a portare a 100 mila tonnellate la quota di dazio zero per l'olio tunisino. Nuove concessioni tariffarie avrebbero aumentato ulteriormente le importazioni di prodotto a basso costo, facendo crollare i prezzi di quello italiano
10 marzo 2026 | 10:00
Associazioni di idee
FOA Italia a Enoliexpo Bari: convegno e assemblea nazionale
Giornata centrale per l'associazione sarà il 20 marzo con due appuntamenti: Non chiamateli Scarti, la sfida normativa del Frantoio Oleario moderno e un approfondimento su Xylella fastidiosa
07 marzo 2026 | 14:00
Associazioni di idee
L’aumento del prezzo del petrolio rischia di avere effetti sull’intera filiera agroalimentare.
Cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in Italia, pari al 14% delle tonnellate trasportate e al 18% del totale in tonnellate-chilometro, con l’88% dei prodotti alimentari che viaggia su gomma
07 marzo 2026 | 09:00
Associazioni di idee
Xylella fastidiosa: l’Unione europea conferma l’assenza di cure
L’impatto della diffusione della Xylella fastidiosa ha inciso in modo significativo sul tessuto produttivo e sul patrimonio olivicolo regionale, con ricadute economiche e sociali rilevanti anche nei territori di Bari e dell'andriese
05 marzo 2026 | 15:00
Associazioni di idee
Addio a 8 mila aziende agricole italiane nell'ultimo anno
Gli agricoltori in mobilitazione da tutte le regioni del Paese si ritroveranno il 6 per produrre con i loro trattori una iniziativa forte contro l’Accordo UE Mercosur. Il giorno dopo in Piazzale Ostiense gli agricoltori si incontreranno con le altre categorie produttive
05 marzo 2026 | 14:00
Associazioni di idee
Ottimo networking a Sol Expo dei frantoiani italiani
L’edizione 2026 di Sol Expo ha messo al centro temi strategici come l’ammodernamento tecnologico dei frantoi, la sostenibilità ambientale dei processi produttivi e la crescente attenzione del mercato verso qualità certificata e tracciabilità
04 marzo 2026 | 14:30