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Giro d'affari da 2,8 miliardi di euro del bio nelle cooperative agroalimentari

Giro d'affari da 2,8 miliardi di euro del bio nelle cooperative agroalimentari

Il 23% delle cooperative attive nella produzione bio sono aziende biologiche al 100%. Per il 26% anche il fatturato è previsto in crescita, non sostenuto dall'aumento dei prezzi di vendita

13 marzo 2023 | C. S.

Cresce la quota di fatturato biologico nel sistema cooperativo agroalimentare: nel 2021 il giro d'affari ha superato i 2,8 miliardi di euro, pari ad oltre il 30% del valore del mercato che, secondo gli ultimi dati di Ismea, è stimato in circa 8 miliardi di euro tra consumi interni ed export. 

Lo fa sapere l'Alleanza cooperative Agroalimentare, nel sottolineare che più di 1 cooperativa su 4 delle 4.300 aderenti al sistema produce biologico; su 4 mila realtà, infatti, oltre 700 sono le aziende registrate nel Sian, il Sistema informativo agricolo nazionale. E proprio per approfondire la conoscenza delle dinamiche di mercato delle diverse produzioni del comparto bio cooperativo, l'Alleanza ha annunciato la firma di un protocollo di intesa con Ismea, che prevede l'analisi dei dati strutturali del comparto e l'organizzazione di eventi e attività di comunicazione relative ai dati e alle analisi realizzate.

Uno strumento fondamentale, sottolineano le cooperative, per poter programmare le produzioni in un mercato in continua espansione. Secondo un'indagine interna realizzata dall'Alleanza, il 23% delle cooperative attive nella produzione bio sono aziende biologiche al 100%; inoltre, in 3 su 10 tra quelle attive nel biologico, la produzione bio supera il 50% del totale.

L'indagine congiunturale realizzata a febbraio scorso ha inoltre analizzato il sentiment di mercato nel comparto. Nonostante il clima di incertezza, il surriscaldamento dei prezzi delle materie prime, l'inflazione e le crisi geopolitiche, il saldo nei giudizi dei cooperatori è positivo. Secondo il 30% del campione la domanda di prodotti tenderà ad aumentare rispetto allo scorso anno, sarà invece tendenzialmente stazionaria per il 51%. Per il 26% anche il fatturato è previsto in crescita, peraltro non sostenuto dall'aumento dei prezzi di vendita.

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