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Ortofrutta, export in rosso nel primo quadrimestre 2022

Ortofrutta, export in rosso nel primo quadrimestre 2022

L’aumento dei costi e la carenza di manodopera mettono in difficoltà le filiere produttive che, in una fase economica critica, avrebbero avuto bisogno di continuità politica

26 luglio 2022 | C. S.

Dopo un 2021 record per le esportazioni italiane di ortofrutta con un valore superiore ai 5,2 miliardi di euro (+8,3% sull’anno precedente) ed un saldo della bilancia commerciale di 1,076 miliardi di euro (+62,1% sul 2020 e pari a 3 volte quello registrato nel 2019, ultimo anno pre-covid), i numeri del 2022 - divulgati da Fruitimprese - continuano a marcare una netta inversione di tendenza e a lanciare segnali negativi. I primi quattro mesi del 2022 confermano il trend negativo del primo trimestre. L’export è in netto calo:  -3% in valore e -8,1% in quantità rispetto al primo quadrimestre 2021. Segni negativi un po’ per tutti i comparti con particolare riferimento alla frutta fresca (-6,8%) e agli agrumi (-5,9%). Segno positivo solo per legumi-ortaggi (+5,9%) e frutta tropicale (+27,5%).

Crescono invece le importazioni con incrementi a doppia cifra: agrumi (+30,6%), legumi-ortaggi (+31,5%), frutta fresca (+12%), frutta secca (+33,8%).

In quantità l’import torna a superare l’export: 1,3 milioni tons contro 1,1 milioni tons.  E il saldo commerciale subisce un tracollo: da 564 milioni € dei primi 4 mesi del 2021 a 207 milioni € del primo quadrimestre 2022 (-63,2%). Analizzando i principali prodotti del nostro export in caduta libera le pere (-63%) e in forte diminuzione le arance (-9,54%) e le mele (-6,46%). Si salvano solo i kiwi (+12,1%) e i mandarini/clementine (+12%).

Commentando i dati Marco Salvi, Presidente Fruitimprese,  torna a sottolineare la preoccupazione degli operatori del settore per i costi di produzione ormai fuori controllo. Come evidenziato dal Presidente anche in occasione dell’Assemblea annuale dell’Associazione, tenutasi lo scorso 23 giugno a Roma, “le aziende risentono ancora di una carenza di manodopera specializzata che mette in difficoltà le filiere produttive ortofrutticole rallentandone i processi e diminuendo le rese produttive con conseguente aumento dei costi di raccolta e confezionamento”. La caduta del Governo e l’incertezza nell’attuale scacchiere politico nazionale “hanno peggiorato ulteriormente la situazione dei costi con l’aumento dello spread che torna a farsi sentire” commenta Salvi spiegando che “in una fase di ripresa complicata come quella attuale, gli operatori avevano assoluto bisogno di continuità”.

“Il settore ortofrutticolo è stato e continua ad essere in prima linea nonostante le innumerevoli emergenze affrontate negli ultimi due anni, per questo auspichiamo che in una fase così delicata per il Paese i partiti agiscano con senso di responsabilità e visione per il futuro soprattutto in vista delle riforme da adottare per l’implementazione e la buona riuscita del PNRR che, se attuato in modo virtuoso, potrà rappresentare una svolta epocale per il nostro Paese. Se banalizzato con investimenti poco incisivi, potrebbe invece portare ad un ulteriore peggioramento della situazione” conclude il Presidente Salvi.

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