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Basta sentenze del Tar, serve la scienza contro Xylella

Basta sentenze del Tar, serve la scienza contro Xylella

Il rischio di quella sentenza è di restituire fiato a stregoni e sciamani che nulla hanno a che fare con l’olivicoltura e che, purtroppo, hanno contribuito in questi 10 anni a distruggere un patrimonio immenso

10 maggio 2022 | C. S.

“Sospendendo l’abbattimento di 37 ulivi secolari colpiti da Xylella nel nord Brindisino, il Tar di Bari ci fa tornare indietro di molti anni, alimenta false speranze basate su presupposti già sonoramente bocciati dalla scienza. Sul contrasto alla diffusione del batterio non si può tornare indietro: il rilancio del settore olivicolo pugliese, nelle zone colpite dal vettore, deve seguire i dettami della scienza e proseguire in modo veloce con le eradicazioni, i reimpianti e la piena rigenerazione di un settore fondamentale per l’agricoltura e l’economia della nostra regione”. Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, esprime in modo chiaro e nettissimo la forte preoccupazione dell’organizzazione sindacale degli agricoltori verso le conseguenze dell’ultima sentenza emessa dal TAR di Bari.

Il Tar in attesa di svolgere l’udienza di merito fissata per il 15 dicembre prossimo, ordina ai proprietari di eseguire entro il 30 giugno delle misure alternative, ovvero di eseguire i sovrainnesti ai monumentali dichiarati infetti.

Cia Puglia è stata ed è a favore dei sovrainnesti dei monumentali quale possibile soluzione per cercare di tutelare tutta la Piana dei monumentali, ma va evidenziato che sulla base delle risultanze scaturite dalle prime prove sperimentali la probabilità di attecchimento del reinnesto è significativamente più elevata se eseguito su alberi sani.

“I sovrainnesti sulle piante infette, quindi, adesso non hanno senso”, ha aggiunto Sicolo.

“Come è ovvio, noi rispettiamo la Magistratura, ma è doveroso che quest’ultima rispetti quanto scienziati, ricercatori, donne e uomini che hanno studiato sul campo il triste fenomeno della Xylella hanno appurato in questi anni. Il rischio di quella sentenza è di restituire fiato a stregoni e sciamani che nulla hanno a che fare con l’olivicoltura e che, purtroppo, hanno contribuito in questi 10 anni a distruggere un patrimonio immenso rappresentato dai nostri uliveti ‘disseccati’ da un feroce batterio. In questo modo, non si difendono né la verità dei fatti né gli interessi delle aziende agricole a rilanciare l’olivicoltura. Non possiamo assistere inermi a questo scempio perpetrato sulla pelle degli agricoltori onesti. Le battaglie di questi anni ci impongono di non mollare la presa e di esprimere sdegno e rammarico per qualsiasi decisione contraria a quanto ci dice la scienza. In tutti i Paesi del mondo in cui si è manifestata la Xylella, sono immediatamente partiti gli abbattimenti di poche piante infette per salvaguardare tutto il resto del patrimonio arboreo. In Italia, purtroppo, non è così, e anche per colpa di interventi come quello del TAR, sono state bruciate almeno 4 milioni di piante, mettendo a rischio altri 20 milioni di ulivi. Queste ingerenze rischiano di minare il futuro dell’olivicoltura Pugliese e italiana”, ha dichiarato Sicolo.

Il presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, inoltre, ha salutato con soddisfazione la presentazione della task force per contrastare la Xylella, la “super-squadra” della Rigenerazione olivicola chiamata a rimpiazzare gli ulivi disseccati. Coordinati dal Distretto Agroalimentare di qualità Jonico-Salentino, per agire nei territori di Brindisi-Lecce-Taranto, ci saranno 50 ricercatori, 75 aziende e 35 tecnici. “Finalmente”, ha proseguito Gennaro Sicolo, “gli agricoltori avranno al loro fianco un team di agronomi, tecnici e ricercatori per lavorare insieme, e sulla base di quanto appurato dalla scienza negli ultimi 10 anni, per superare la fase meramente emergenziale e cominciare a ricostruire il potenziale produttivo andato in fumo nell’ultimo decennio. E’ questa la strada da intraprendere, senza ulteriori passi indietro, perché la lotta alla Xylella non prevede ‘sospensioni’ e gli olivicoltori delle province colpite dal batterio non possono permettersele”, ha concluso Gennaro Sicolo.

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