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Cani molecolari per scoprire Xylella fastidiosa in campo

Cani molecolari per scoprire Xylella fastidiosa in campo

La nuova squadra speciale a quattro zampe è composta da sei unità: due jack russel, un pastore belga malinois, un segugio, un labrador retriever e uno springer spaniel inglese

07 dicembre 2021 | C. S.

La capacità di identificare precocemente piante infette da Xylella fastidiosa, il patogeno che sta divorando l’olivicoltura pugliese e minacciando l’intero bacino del Mediterraneo, è una delle condizioni essenziali sia per prevenirne l’arrivo del batterio in territori indenni sia per contrastarne efficacemente l’avanzata laddove già presente. I metodi diagnostici attualmente disponibili richiedono un dispendio di risorse umane e finanziare difficilmente sostenibili nel medio-lungo termine. 

Per tale ragione dalla collaborazione fra Ente nazionale della cinofilia italiana (Enci), Unaprol, Coldiretti e Cnr-Ipsp (Istituto per la protezione sostenibile delle piante) è nato un progetto che si propone di mettere a punto un rapidissimo ed efficace metodo di diagnosi precoce del batterio. La prima “task force cinofila anti Xylella” con cani specializzati nell’individuazione precoce del batterio attraverso l’olfatto è stata presentata per la prima volta a livello nazionale nella masseria San Martino a Fasano, (Brindisi), dove si sono messi all’opera con successo i primi cani addestrati per individuare l’insidiosa malattia degli ulivi. 

“Addestramento ed impiego di unità cinofile nel rilevamento precoce della Xylella fastidiosa”, questo il titolo del progetto di ricerca. La fase iniziale di addestramento è stata effettuata nel Salento, testando la capacità delle unità cinofile di riconoscere Xylella sia in piastre artificiali di coltura sia in piante di olivo infette. I protocolli di addestramento selettivo, hanno dimostrato che gli XDD - Xylella Detection Dogs - sono in grado di identificare il patogeno individuando “l’odore specifico” rispetto all’insieme degli odori emessi dai campioni utilizzati.

Ora la sperimentazione prosegue su due direttrici parallele. La prima riguarda il passaggio dalle prove sperimentali e dalle esercitazioni svolte in condizioni controllate a quelle effettuate in ambiente reale, dove le capacità dei cani saranno affinate nel medesimo contesto operativo nel quale le unità XDD saranno chiamate ad intervenire. La seconda riguarda l’identificazione e la caratterizzazione dei componenti volatili organici rilevati dall’olfatto dei cani. Una volta terminato il percorso di addestramento, i cani capaci di identificare piante infette da Xylella ancor prima della comparsa di sintomi riconoscibili, potranno essere di enorme utilità nei controlli all’interno dei vivai e dei punti di entrata delle importazioni di piante dall’estero.

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