Associazioni di idee
Sostenibilità driver per il vino: storie di successo dell'imprenditoria giovane
Le nuove generazioni hanno l’attenzione e le competenze per fare in modo che la sostenibilità diventi una priorità, rinunciando all’uso di anticrittogamici, insetticidi e diserbanti
20 ottobre 2021 | C. S.
Un’etichetta premium che fa da pioniere in lattina e un vitigno in grado di sopportare naturalmente gli attacchi fungini, come peronospora e oidio. Si tratta del “canned wine” della Cantina Zai di Verona e del “Repanda Solaris” della Cantina Roeno, le due case history selezionate da Agivi per rappresentare innovazione e vision dei giovani imprenditori vinicoli italiani under 40 di Unione italiana vini presentate ieri sera dalla presidente dell’associazione, Violante Gardini Cinelli Colombini, nel corso del convegno “Think green: a sustainable look to the future consumer” al wine2wine di Veronafiere.
“Le nuove generazioni hanno l’attenzione, le risorse e le competenze per fare in modo che la sostenibilità diventi una priorità, una prassi e un driver per il business – ha spiegato Violante Gardini Cinelli Colombini –. Come associazione, Agivi sta lavorando perché si riesca a fare squadra e valorizzare ciò che i nostri soci già adottano con successo nelle loro aziende, facendone circolare le best practice. I giovani professionisti nel settore agricolo, e in particolare del vino, hanno scommesso su dinamiche di impresa sempre più green ed eque, ma senza rinunciare al profitto, e le storie presentate ieri dimostrano il successo di questa strategia”.
Già vincitore del premio speciale packaging “Ambiente & Sostenibilità” alla 25^ edizione di Vinitaly Design International Packaging Competition, il vino Repanda Solaris è frutto dell’impegno della Cantina Roeno a salvaguardare la natura e la biodiversità del suo territorio, rinunciando all’uso di anticrittogamici, insetticidi e diserbanti. Per la responsabile marketing e comunicazione di Roeno, Martina Centa: “Si tratta di un vitigno Piwi, nato da incroci di diverse varietà di vite, un esperimento che ci consente di osare e rinnovare, senza mai perdere il contatto con il territorio e il savoir faire che la nostra azienda ha costruito”.
Un ponte tra soluzioni di frontiera e know how che collega anche l’iniziativa della cantina veronese Zai, acronimo di “Zona Altamente Innovativa”, nome con cui l’azienda ha ribattezzato la storica Zona Artigianale Industriale di Verona in cui ha avuto origine. “Abbiamo voluto ‘travasare’ la qualità del nostro prodotto in lattina, lanciando la sfida dei super premium in un mercato in espansione come quello dei canned wine – ha spiegato Gabriele Stringa, socio e partner della Urban Winery –. È un progetto ambizioso, ma che intercetta un orientamento sempre più diffuso in Nord America e in alcuni Paesi dell’Europa continentale, di particolare tendenza sul segmento giovani. Una proposta – ha concluso Stringa – che ci consente di lavorare sia sulla sostenibilità dei materiali (l’alluminio è riciclabile all’infinito) che sulla diversificazione del mercato, mantenendo alta l’attenzione alla qualità”. Uno dei vini di punta della collezione, Gamea, è infatti il risultato di ben quattro vendemmie, condotte a mano, che consentono di raccogliere le uve (Garganega Verona Igt) in momenti diversi per esaltarne al massimo le caratteristiche organolettiche.
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