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Produzione d'olio d'oliva italiano ancora sotto le attese a 250 mila tonnellate
Sempre più lontani dal coprire il fabbisogno. Nel 2020 i consumi di extra vergine, in particolare quelli domestici legati al lockdown e alle restrizioni da Covid-19, sono addirittura aumentati di circa il 6%
04 febbraio 2021 | C. S.
Produzione olivicola in netto calo, soprattutto nelle regioni del Sud Italia. Buono invece l’andamento nelle regioni del Centro ed in quelle del Nord. E’ questo il primo consuntivo della campagna 2020-2021, delineato da Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria olearia. Secondo le stime degli imprenditori, la Puglia, che in genere produce il 40% dell’olio nazionale, ha visto dimezzare i suoi quantitativi. Situazione analoga per la Calabria, regge l’urto la Sicilia. Molto bene l’Umbria e la Toscana, che hanno registrato una crescita a due cifre, come pure le Marche.
“Si confermano le prime stime che Assitol aveva elaborato all’inizio della campagna – commenta Andrea Carrassi, Direttore Generale di Assitol - in Italia la produzione di olio d’oliva si attesta sulle 250mila tonnellate, con una decisa riduzione nei territori del Mezzogiorno, tradizionalmente olivicoli, e con qualche sorpresa a Nord”.
Nelle campagne più favorevoli, la produzione nostrana difficilmente supera le 350mila tonnellate ed è quindi del tutto insufficiente rispetto al nostro fabbisogno interno ed estero, pari nel complesso a quasi un milione di tonnellate. Tuttavia, nel 2020 i consumi di extra vergine, in particolare quelli domestici legati al lockdown e alle restrizioni da Covid-19, sono addirittura aumentati di circa il 6%. Colmare il consueto gap produttivo, rispondendo ad una domanda più vivace, è risultato più complicato negli ultimi mesi, poiché l’annata di scarica interessa tutto il Mediterraneo, in particolare i Paesi extra-europei.
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