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I consorzi agrari d'Italia sotto lo stesso tetto, come all'epoca di Federconsorzi

Cai unisce i consorzi agrari nazionali che intendono partecipare ai progetti di filiera promossi da Coldiretti. Al progetto si uniscono i consorzi di Treviso e Belluno, Friuli-Venezia Giulia, Nord ovest e Umbria

01 febbraio 2021 | C. S.

"Forza e concretezza di un sistema nazionale integrato". E' il claim della campagna pubblicitaria che appare in questi giorni sui principali quotidiani nazionali e dedicata a presentare Cai-Consorzi Agrari d'Italia, la compagine per il rilancio dell'agricoltura italiana formata da BF Spa (Bonifiche Ferraresi), e i Consorzi agrari dell’Emilia, dell'Adriatico, del Tirreno e del Centro-sud. Ai quali ora si dovrebbero aggiungere le importanti realtà dei consorzi di Treviso e Belluno, Friuli-Venezia Giulia, Nord ovest (Piemonte- Liguria), e Umbria, i cui cda hanno deliberato l’avvio delle procedure di valutazione del patrimonio per verificare la sussistenza delle condizioni economiche affinché ciascun consorzio possa aderire alle società Cai Spa e Cai Real Estate Srl.

Cai unisce i consorzi agrari che intendono partecipare ai progetti di filiera promossi da Coldiretti. Le aree di business della società sono state individuate nella razionalizzazione delle attività della rete consorzi agrari, nella realizzazione di una rete distributiva per le produzioni firmate dagli agricoltori, nelle nuove energie, nel credito ed nelle assicurazioni e nella filiera dei seminativi con particolare riferimento al trading di grano duro, tenero, mais, altri cereali, alle attività industriali di mangimifici, sementi e a quelle trasformazione delle produzioni (pasta, vino, olio, ecc).

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