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La Liguria sorride per l'annata di carica: buona produzione d'olio d'oliva

Grazie a condizioni climatiche primaverili ed estive favorevoli, con la fioritura che è stata positiva in tutto il territorio, l’oliveto ligure è arrivato in ottima forma alla raccolta

04 novembre 2020 | C. S.

Annata di “carica” , definisce Coldiretti quest’annata olivicola, sulla quale si è abbattuta la furia del maltempo proprio alla vigilia della raccolta, causando, localmente, perdite, che arrivano anche al 30% di prodotto, come è successo in Val Nervia, in provincia di Imperia. Tuttavia grazie a condizioni climatiche primaverili ed estive considerate favorevoli, con la fioritura che è stata positiva in tutto il territorio, l’oliveto ligure è arrivato in ottima forma alla raccolta, secondo Coldiretti.

L’olivicoltura condotta a livello regionale su migliaia di ettari, rappresenta uno dei settori simbolo se non ilvero emblema dell’agricoltura ligure, con la produzione di extravergini eccellenti, conosciuti in tutto il mondo, che rientrano sotto il marchio della Dop Riviera Ligure, declinata poi territorialmente nelle sottozone Riviera dei Fiori, Riviera del Ponente Savonese, Riviera di Levante.

“Il maltempo ha riservato un tiro mancino alla produzione di quest’anno  – così sono espressi, all’inizio della raccolta, il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – che poteva essere di gran lunga superiore a quella 2019, anno di scarica condizionato, inoltre, negativamente dal clima. Ma, se la quantità sarà, in alcune zone, inferiore alle aspettative, la qualità dell’olio ligure non è assolutamente messa in discussione, grazie al grande lavoro dei nostri imprenditori, che continuano a portare avanti tale coltura millenaria, nonostante le difficoltà generate dal cambiamento climatico in atto, e da un anno molto complicato per i commerci a causa della pandemia. Per sostenere il lavoro dei nostri olivicoltori, oltre a garantire per il consumatore tracciabilità e sicurezza alimentare, sono fondamentali, e devono continuare ad essere incentivati, progetti di filiera virtuosi, che assicurino la sostenibilità della produzione con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Ad oggi quindi risultano fondamentali accordi come il Patto di filiera dell’Olio DOP Riviera Ligure, che salvaguarda i produttori dalle oscillazioni di prezzo legate alle annate di carica e scarica, permettendo di dare stabilità all’intero comparto, favorirne lo sviluppo e garantire la possibilità per le imprese di sostenere i fortissimi costi di produzione della nostra regione. I patti di filiera sono sempre di più un valore aggiunto non solo della denominazione di origine ma dell’intero comparto olivicolo: far conoscere il nostro prodotto, difenderlo dalla concorrenza straniera e permettere alle imprese di continuare a lavorare ed investire sul nostro territorio, sono i modi migliori per far crescere la nostra produzione, l’occupazione e con essa l’economia della nostra regione.”

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