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Dal vivaio alla tavola, l'olio extra vergine di oliva deve innovarsi
Da tradizione e innovazione nascerà l’extravergine del Pif Evo 2.0. Capofila del Pif è il Frantoio di Croci, che opera insieme a circa 60 soggetti, in prevalenza aziende agricole, con frantoi, vivai olivicoli e centri di ricerca
08 luglio 2020 | C. S.
Il finale si vedrà tra pochi mesi quando la ‘stagione dell’olio novo’ toscano si arricchirà con un extravergine d’eccellenza, concepito mettendo insieme i metodi di frangitura e le migliori olive dei produttori che aderiscono a EVO 2.0: dal vivaio alla tavola, il progetto Integrato di filiera (Pif), nato in seno alla rete Coldiretti Pistoia, che prevede la messa a punto di ‘conoscenze e tecniche’ per innovare e rendere competitiva la filiera olivicola-olearia toscana del domani, a partire dalla selezione delle cultivar autoctone dentro i vivai olivicoli del pesciatino. Capofila del Pif è il Frantoio di Croci di Campioni Mauro, che opera insieme a circa 60 soggetti, in prevalenza aziende agricole, con frantoi, vivai olivicoli e centri di ricerca (Coripro, Cnr e Università della Tuscia). La metà di questi sono partecipanti diretti che investono risorse proprie, oltre a utilizzare i finanziamenti Ue, nell’ambito del Psr di Regione Toscana.
Nonostante il rallentamento dovuto all’emergenza Covid19, sono andate avanti le attività scientifiche degli enti di ricerca previste dal Pif, come pure la sperimentazione di un sistema di tracciabilità digitale, compatibile con le tecnologie blockchain, che ‘racconterà’ al consumatore tutto il ciclo produttivo, risalendo dall’olio in bottiglia alla pianta del vivaio utilizzata, grazie al chip inserito nell’apparato radicale.
Ora si scende ‘in uliveto’. Occorre aiutare la maturazione della migliore materia prima, per ottenere l’extravergine frutto dell’interazione tra enti di ricerca, vivaisti olivicoli, frantoiani e 20 olivicoltori del Montalbano Pistoiese ed Empolese, Valdinievole e Chianti Fiorentino. In queste settimane l’assoluta priorità è monitorare e limitare gli attacchi della mosca. Al momento le olive sull’albero sono di ottima qualità, il clima caldo degli ultimi giorni sta tenendo lontano il fitofago. Ma i vari produttori stanno monitorando gli uliveti.
Il giusto blend di varietà delle olive, naturalmente tutte toscane (frantoio, moraiolo, leccino ed altre minori), che comporrà l’olio ‘novo’ del Pif Evo 2.0 sarà messo a punto dopo la verifica della qualità in fase di raccolta. I due frantoi coinvolti nel progetto di filiera, Cooperativa Olivicoltori Valdinievole di Montecatini Alto e Frantoio di Croci di Massa e Cozzile, hanno dettato le linee guida sui tempi di raccolta a seconda delle varietà.
“È interessante –spiega Coldiretti Pistoia- l’interazione e la messa a comune delle esperienze di Federico Campioni, 35 anni del Frantoio di Croci, con tutto il suo desiderio di innovare e sperimentare, e di Adriano Benedetti il frantoiano ‘d’esperienza’ della Cooperativa Olivicoltori Valdinievole. Diversi approcci verso l’eccellenza che siamo sicuri daranno uno straordinario extravergine”.
“Mettere insieme tradizione e innovazione è la strada scelta da Evo 2.0 –conclude Coldiretti Pistoia- per dare gambe, anche economiche, al patrimonio immateriale che è il paesaggio toscano con i suoi uliveti. Un obiettivo che passa per una serie coordinata di attività: dal microchip inserito nell’apparato radicale delle piantine d’olivo, alla riscoperta delle varietà di olive toscane, all’accurata analisi dei mercati di sbocco utili a dare valore aggiunto all’olivicoltura toscana”.
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