Associazioni di idee

Scoperto in Italia un piccolo esercito di 100 mila “raccoglitori di erbe spontanee”

20 maggio 2015 | C. S.

Sarà la crisi e l’austerità che attraversa da tempo il nostro Paese oppure una consapevole riscoperta del patrimonio naturale, incentivata da una più diffusa sensibilizzazione culturale sui temi agricoli, ambientali e alimentari, ma in Italia sono moltissime le persone che tornano nei prati, nelle campagne e nei boschi a raccogliere quei frutti spontanei che offre la terra. Si stima un vero e proprio piccolo esercito di almeno 100 mila persone che raccoglie erbe spontanee che finiscono poi in tavola.

Questa novità che sta realmente facendo tendenza ha ispirato la X edizione della Giornata nazionale “Mangiasano” promossa da VAS-Verdi Ambiente e Società onlus e Cia- Confederazione italiana agricoltori che vogliono offrire il loro contributo per divulgare un nuovo modello che tenda ad uno sviluppo di un’economia agricola basata sulla relazione e sulla tutela della biodiversità.

Sabato 23 maggio, nelle piazze di oltre 20 città italiane, nel decennale di “Mangiasano”, si parlerà di questo e molto altro: laboratori, piccoli corsi formativi, dibattiti, degustazioni e mercatini, tutti eventi uniti dal “filo rosso” che porta ad una corretta divulgazione circa la conoscenza e la tutela del patrimonio di biodiversità del nostro Paese. Ed è proprio su questa scia che anche all’interno di Expo, nel Padiglione Italia, Turismo Verde della Cia, in collaborazione con Vas, nell’ambito di “Mangiasano” realizza delle piccole classi per i bambini, dove l’unica materia di studio sarà l’agricoltura e si potranno scoprire, tra l’altro, molte erbe spontanee che nascono nel nostro Paese.

La stellaria, la lingua di cane, la piantaggine, la borraggine, la malva, la bubbolina e l’ortica sono solo un micro esempio dell’immenso patrimonio vegetale spontaneo di cui è ricco il nostro territorio. Una risorsa complessiva ancora per molti versi inesplorata ma su cui stanno lavorando molto i titolari degli agriturismi. Sono ormai centinaia le aziende agricole e gli erboristi che propongono corsi di approfondimento sulla conoscenza delle piante selvatiche, tour nelle macchie e laboratori culinari sull’impiego in cucina delle erbe di campo. Quindi, sta diventando a pieno titolo, una delle attività che gli agriturismi svolgono in piena coerenza con la loro vocazione multifunzionale. Al momento non si può parlare di un vero e proprio business, intorno alle erbe spontanee, ma l’interesse è crescente. Infatti, non può essere casuale che nella “top ten” delle pietanze richieste nei “menù agrituristici” c’è proprio la “misticanza”.

Di questa nuova tendenza esultano anche gli ambientalisti, convinti che questo rinnovato interesse verso i prodotti spontanei e naturali della terra potrà attivare un processo virtuoso, che condurrà ad un maggiore rispetto e tutela delle aree verdi e boschive d’Italia. Ma c’è un’unica controindicazione -avvertono i Vas e la Cia in occasione di Mangiasano- così come avviene per i funghi, nessuno deve raccogliere erbe spontanee di alcun tipo senza una adeguata e certificata conoscenza delle stesse, tantomeno dovrà mangiarle. E’ notorio come alcune erbe non siano edibili ed altre siano protette dalla legislazione vigente, quindi ne è vietata la raccolta.

La questione delle piante spontanee è, tra l’altro, un pilastro fondamentale del grande tema della tutela e della salvaguardia della biodiversità. Una tutela che passa attraverso la rimessa in produzione di varietà vegetali e animali in via d’estinzione, ma anche preservando e monitorando l’universo della vegetazione spontanea. Un processo che include la cura e la manutenzione, non solo dei parchi protetti, ma di tutte le aree verdi del Paese.

Vas e Cia-Confederazione italiana agricoltori ricordano che, solo nel nostro Paese nell’ultimo secolo, sono scomparse oltre il 20 per cento delle specie animali e vegetali, ed una percentuale quasi analoga è a serio rischio d’estinzione, se non si interviene con Politiche e interventi adeguati. Bisogna, quindi, investire sulle Ricerca e favorire attraverso incentivi le attività di allevamento e produzione di piante, frutti e animali rari anche se le stesse non garantiscono alti livelli di rese e quantità.

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

Piano Ue sui fertilizzanti, agricoltori all’attacco: “Nessun aiuto immediato, rischio crisi alimentare”

Copa-Cogeca boccia il Fertiliser Action Plan della Commissione europea: “Misure vaghe e insufficienti mentre i costi esplodono”. Timori per inflazione alimentare e calo della produzione agricola

21 maggio 2026 | 15:00

Associazioni di idee

Ettore Prandini è alla guida dell'Associazione Italiana Allevatori

La priorità sarà rafforzare il reddito delle imprese, sostenere l'innovazione, promuovere benessere animale e biosicurezza e consolidare un modello produttivo fondato su dati affidabili, qualità, sostenibilità e trasparenza

20 maggio 2026 | 11:30

Associazioni di idee

L’olivicoltura tradizionale chiede più tutela e valore di mercato

L'olivicoltura tradizionale spagnola cerca più rappresentitività e maggiore peso per la difesa del settore. Presentata a Beas de Segura la nuova associazione nazionale dell’olivicoltura tradizionale ed ecologica. Al centro sostenibilità, redditività e difesa del territorio rurale

20 maggio 2026 | 09:00

Associazioni di idee

I mercati contadini per aumentare la resilienza degli agricoltori

Registrati incrementi di reddito compresi tra il 20% e il 40%. Le aziende agricole hanno rafforzato la vendita diretta riducendo l’intermediazione; sono nate nuove forme di cooperazione locale tra produttori; è aumentata l’occupazione familiare

19 maggio 2026 | 10:00

Associazioni di idee

Sostenibilità leva fondamentale di competitività del settore primario

Nell’ultimo anno si registra una crescita del fatturato il 30,6% delle imprese con livello alto di sostenibilità, contro il 14,6% di quelle con livello base. La sostenibilità è un movimento trasversale e i suoi livelli sono alquanto omogenei nel territorio, senza grandi differenze tra Nord e Sud

13 maggio 2026 | 15:00

Associazioni di idee

Il futuro dell’olivicoltura italiana tra geopolitica e rilancio di Dop e Igp

Il momento per l’olio extravergine di oliva italiano è complesso, ma nella crisi non mancano le opportunità. Tra scenari di calo prezzi e la possibilità di esplorare nuovi mercati, magari con le Dop e Igp, portabandiera tricolori

13 maggio 2026 | 09:30