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La Spagna decide di investire nell'oleoturismo e nel valore culturale dell'olio d'oliva

La provincia di Jaen ha deciso di stanziare 200 mila euro per promuovere il turismo legato all'olio d'oliva presso i suoi frantoi. Un progetto pilota, unico nel suo genere, per “sfruttare appieno il potenziale del paesaggio olivicolo, l'importanza dell'olio d'oliva extra vergine nella nostra gastronomia”

22 aprile 2016 | C. S.

L'oleoturismo rappresenta una risorsa in più per far conoscere e promuovere la coltura olivicola e olearia spagnola.

La pensa così il governo della provincia di Jaen che ha deciso di investire 200 mila euro, per un massimo di 20 mila euro ad azienda, per frantoi che decidano di accogliere i turisti presso la propria struttura, realizzando aree per degustazioni, laboratori e attività ricreative legate all'olio extra vergine d'oliva. Finanziata anche la cartellonistica e ogni onere accessorio legato all'attività di oleoturismo.

A volere fortemente questa iniziativa è stato il vice presidente provinciale, nonchè assessore al turismo, Manuel Fernandez: "è la prima iniziativa di questo genere promossa dal Consiglio. L'idea èuna nuova strategia per il turismo che veda nell'olio d'oliva il punto focale. Abbiamo voluto sfruttare appieno il potenziale del paesaggio olivicolo e l'importanza che l'olio d'oliva extra vergine ha nella nostra gastronomia. Questo cofinanziamento permetterà a un numero crescente di frantoi di offrire servizi turistici, arricchendo anche il programma provinciale di turismo olivicolo OleotourJaén.”

Non si tratta, però, dell'unica esperienza spagnola in materia di turismo legato all'olio d'oliva. In un'altra regione centrale della Spagna, l'Extremadura, è nata un'associazione legata proprio al turismo olivicolo. L'associazione, denominata Asociación de Oleoturismo de Extremadura, ha come obiettivo "la promozione dell'olio extravergine di oliva di Extremadura, la cultura, la gastronomia e il turismo legato a questo prodotto".

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