Mondo
Troppo poco olio d'oliva quest'anno, necessario l'aumento delle importazioni dalla Tunisia
Di fronte alle proteste del mondo olivicolo-oleario, in particolare italiano, la Commissione europea replica che la decisione ""non è stata presa in maniera burocratica, ma tiene conto dell'attuale situazione di mercato"
01 ottobre 2015 | C. S.
Anche l'Unione europea è ormai convinta che la prossima sarà una campagna olearia difficile, con produzione sotto le aspettative e stock ai minimi.
La decisione di aumentare le importazioni agevolate, senza dazio, dalla Tunisia, per 35 mila tonnellate all'anno fino al 2017, "non è stata presa in maniera burocratica, ma tiene conto dell'attuale situazione di mercato" come ha sottolineato Daniel Rosario, portavoce del commissario Ue all'agricoltura, Phil Hogan.
Quindi vengono in parte a cadere anche i nobili principi espressi in precedenza dalla Mogherini, alto rappresentante alla politica estera dell'Ue, che dichiarava che la misura era stata adottata per aiutare la Tunisia.
"Quel che registriamo - spiega invece Rosario - è che gli stock attuali sono al minimo storico e una delle conseguenze potrebbe essere il rialzo dei prezzi finali, un aumento che potrebbe spingere i consumatori a cercare prodotti alternativi all'olio di oliva. Inoltre in questa situazione la propensione all'export delle imprese tende a diminuire e questo lascia il margine ad altri concorrenti di Paesi terzi per approfittarne".
La misura decisa dalla Commissione europea, quindi, vuole evitare che le industrie olearie di altri paesi possano approffittare della posizione di svantaggio dell'industria olearia europea, guadagnando così quote di mercato.
In altre parole, la decisione è stata presa per favorire la competitività dell'industria olearia europea, preoccupata non solo dei quantitativi ma anche delle quotazioni che, in presenza di scarsa offerta, potrebbero rialzarsi.
Fra l'altro "la concessione alla Tunisia implicherà un incremento netto delle importazioni veramente modesto, perché le importazioni in più andranno probabilmente a sostituire quelle già previste dall'industria della trasformazione" precisa Rosario, che getta acqua sul fuoco anche rispetto all'impatto dell'import extra dalla Tunisia sulla prossima raccolta di olive:
"Gli indicatori disponibili ci dicono che la prossima campagna di raccolta 2015/2016 non sarà sufficiente perché gli stock dell'Ue raggiungano i livelli medi storici" ha concluso Rosario.
Bassi stock implicano sempre il rischio di fluttuazioni sgradite delle quotazioni e riportare le giacenze a livelli storici, sopra le 500-600 mila tonnellate, serve proprio a calmierare eventuali situazioni di tensione sul fronte dei prezzi.
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