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L'olio di oliva in Germania: "medicina contro il colesterolo"

Troppa difficoltà a venire a capo della vera qualità degli oli extra vergini di oliva posti in commercio. I test pubblicati su riviste a grande tiratura rischiano di premiare oli venduti a 2,39 euro a bottiglia

01 luglio 2015 | Horst Schäfer Schuchardt

Prima di tutto chiedo tanta scusa per il mio italiano rurale.

Ho visuto un paio di anni in una azienda agricola in Puglia, dove i dialetti pugliesi frenavano piu o meno le mie intenzioni di avvicinarmi alla lingua Italiana e dove sono stato costretto di accettare che „si capisce nudd“.

Lo stesso vale purtroppo anche per la situazione degli oli d'oliva nei mercati in Germania.

Nell’anno 2012/13 il consumo totale in Germania ammontava à 59.000 tonnellate. Significa allora un consumo annuale a testa di 0,8 litri.
Occorre tenere presente i tanti milioni stranieri, turchi, spagnoli, italiani, jugoslavi, tunisini che vivono in Germania.
Un consumo molto modesto, quindi, quando si fà un paragone con il consumo in Italia piu o meno di 12 litri, in Spagnia 13 e in Grecia di 20 a testa all’anno.

Purtroppo le offerte degli oli, i quali vengono offerti in Germania, non sono sempre di buona qualità. Circa 75% si muovono fra soddisfacente e insufficiente. A gran parte si tratta di oli – naturalmente sotto il nome olio extra vergine d'oliva - che stanno in vendità nei supermercati per un prezzo di Euro 2,39 la bottiglia da 0,75 l e vengono titolati dalla maggioranza degli italiani come oli scadenti.

Alla maggioranza imponente dei consumatore tedeschi piacciono questi oli. Si cerca un olio d’oliva neutrale senza profumo e gusto, un olio che non esiste quando si tratta di un vero extra vergine d'oliva. Ma spesso la motivazione d'acquisto è il fatto che è una medicina contro i problemi di colesterolo.

E' per questa ragione che è difficile trovare veri extra vergini. Ai supermercati e ai negozi non piace di mettersi direttamente in contatto con i produttori e sono inoltre preoccupati che prodotti con prezzi fra 8 e 13 euro per una bottiglia da mezzo litro non siano vendibili al consumatore.

Tanti tedeschi credono inoltre, che l’olio d’oliva non deve essere usato per la preparazione di piatti caldi. Una opinione la quale base forse sta nel fatto che quando riscaldano in una padella un olio scadente che questo olio presenta una puzza cosi orribile, che si pensa ad un trasloco.

Quello che conosce il tedesco, sono le degustazioni create tre anni fà dalla Rivista Der Feinschmecker (Il Buongustaio), la quale in Germania viene giudicata come il numero uno fra le riviste spezializzate per cibi e bevande.
Magazine come Stiftung Warentest e Okotest presentano continuamente test con i risultati delle loro degustazioni, creando però disorientamento tra i consumatori. Gli oli testati sono solo quelli del supermercato, creando l'errata convizione che oli che costano 2,38 euro possano essere davvero I migliori al mondo.

Purtroppo la maggioranza dei cosidetti controllori di qualità o buyer di Oli d’Oliva nei supermercati fa notare grandi mancanze di sapere. Una educazione professionale non sembra di essere presente.
Raramente si trova una persona, la quale conosce due o tre varietà di olive o sa raccontare qualcosa della produzione, dei sapori.

È da agiunggere, che nessun giudice tedesco che deve giudicare se una legge tedesca è violata o no ed usa i nuovi metodi, tra cui il panel test, per analizzare un olio extra vergine di oliva. Anche un regolamento (Rahmengesetz) dell'Unione europea avrebbe tanta difficoltà di abolire una legge tedesca. Cosi ogni tribunale in Germania e ogni giudice competente per cause penali o civili ha il diritto di controllare e di giudicare se un olio extra vergine d’oliva è genuino o falso.

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Sergio Enrietta

05 luglio 2015 ore 10:56

Grazie mille per la testimonianza.

Una domanda?
Il cittadino Tedesco consuma Champagne?
Lo giudica?
Oppure lo prende per buono senza dubitare?

Se così fosse, la parola credibilità nazionale italiana andrebbe migliorata ad ampio spettro e purtroppo non solo circa l'olio di oliva, che, detto per inciso, non convince neppure noi.
Tristemente.