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"Vini da vedere" 2008, la guida alle “piccole partite" e "ai grandi vini” della Selezione del Sindaco

Non solo da bere, anche da guardare: sono i migliori, quelli firmati dal Sindaco

08 marzo 2008 | C. S.

Roger Dion, importante storico della vitivinicoltura francese, scrive che i grandi vini nascono in località, paesaggi, territori, vigneti “belli anche da vedere”. Vini da Vedere, insomma. Prende spunto da qui il nome della guida ai vini della Selezione del Sindaco, giunta ormai al suo quinto appuntamento con i cultori del vino e delle città del vino.

“Vini da Vedere 2008” presenta le aziende, i vini ed i Comuni selezionati nel Concorso Internazionale la Selezione del Sindaco 2007 che si è svolto a Monreale nel maggio scorso. Anche questa edizione della guida, curata da InComune e pubblicata da Ci.Vin, si pone come un ausilio per il consumatore attento che vuole essere informato sul mondo dei vini di qualità, un’agile strumento di conoscenza per conoscere, visitare e “gustare” le eccellenze, anche quelle meno note, che tutte le regioni italiane offrono in gran quantità.

Ad apertura del volume il Presidente della Associazione Nazionale Città del Vino, Valentino Valentini, sottolinea il ruolo del vigneto nella conservazione del paesaggio ed invita a compiere uno sforzo ulteriore per la tutela del vigneto, che non va considerato solo per funzioni prettamente economiche ma come un vero elemento d’identità di molti territori del nostro Paese. E la Selezione del Sindaco, scrive, “è un concorso enologico che valorizza proprio quei vini che, per le loro caratteristiche sono figli di un territorio. Anche il fatto di essere prodotti in piccole quantità rappresenta una scelta non casuale, ma diretta a promuovere quelle produzioni che si identificano in modo stretto con la terra da cui provengono”.

Una formula innovativa di marketing territoriale, quella ricordata da Valentini, che si discosta dai tradizionali concorsi enologici perché, per la prima volta, ha creato un sodalizio inscindibile tra azienda/vino e territorio/comune. Un’azienda può, infatti, candidare al concorso un proprio vino solo se il Comune dove i vigneti risiedono partecipa formalmente alla manifestazione.
La pubblicazione rispecchia tale ispirazione, presentando in ordine alfabetico i Comuni partecipanti (non necessariamente Città del Vino e appartenenti anche a Paesi stranieri), per poi passare all’illustrazione delle Aziende e dei vini che hanno conseguito un punteggio superiore a 80 centesimi. Da Adro a Zola Predosa, da un Grecanico a un Marzemino, per un totale di 170 Comuni in pillole, 339 Aziende, 618 Vini, 71 Vitigni nativi, 61 Medaglie d’Oro e 154 Medaglie d’Argento.

Per ogni Comune viene fornita una microguida, con riferimento al toponimo del Comune, alla sua storia, al suo patrimonio artistico e paesaggistico, alle sue manifestazioni più significative e ai vini che meglio lo rappresentano; in questa sezione compare inoltre “il comune in cifre”, ovvero la superficie iscritta a Doc, il rapporto tra superficie e popolazione residente, la totalità della superficie territoriale.

Per ogni Azienda è riportata una breve presentazione, con indicazione della superficie aziendale, recapiti e sito internet, i principali vitigni allevati, il numero complessivo di bottiglie prodotte e la segnalazione dei locali “sul posto” dove poter assaggiare o acquistare i propri vini.

Per ogni Vino premiato è presentata una carta di identità, con l’immagine dell’etichetta, il numero di bottiglie prodotte del lotto in gara, il punteggio conseguito in centesimi, l’eventuale premio assegnato, il principale vitigno ed il prezzo della bottiglia in cantina.


Fonte: Alessandra Calzecchi Onesti

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