Italia

Gran festa per i 75 anni di Cupertinum, una cantina sociale nel paese dei Negramaro

In un convegno si è chiarito come alcuni vitigni salentini siano riusciti – grazie alle nuove tecniche di vinificazione, all’apertura di nuovi mercati, alla bravura di alcuni imprenditori - a imporre la personalità unica che li contraddistingue

24 luglio 2010 | C. S.

Alcuni relatori del convegno: Di Martino, Petito, Calò

Per festeggiare il 75° anniversario di fondazione, venerdì 16 luglio, la Cupertinum, cantina socialecooperativa di Copertino, ha organizzato il Convegno: “Vino, qualità e cooperazione”. Davanti a un vasto e attento uditorio (quasi al completo il meglio della vitivinicoltura del territorio), per nulla intimorito dal caldo eccezionale del luglio salentino, i relatori si sono alternati con riflessioni ed enologiche, sociologiche e culturali, orchestrati in maniera sapiente e leggera da Anna Di Martino, giornalista de Il Mondo.

Dopo l’introduzione storica del Presidente della Cantina Mario Petito e il saluto dei rappresentanti delle Istituzioni (Giorgio R. Costa, senatore; Antonio M. Gabellone, Presidente Provincia Lecce; Pierluigi Pando, Assessore Rapporti Istituzionali Provincia di Lecce; Giuseppe Rosafio, Sindaco di Copertino; Carlo Tarantino, Assessore Attività Produttive Comune di Copertino), è intervenuto Antonio Calò, uno dei più prestigiosi esperti mondiali di vitivinicoltura, autore tra l’altro del fondamentale “Vitigni d’Italia. Le varietà tradizionali per la produzione di vini moderni” (scritto con Attilio Scienza e Angelo Costacurta), presidente dell’Accademia della vite e del vino e direttore dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano, con la relazione “Negroamaro, Primitivo & C. I magnifici vitigni autoctoni del Salento”.

Calò ha raccontato come e perché il Negroamaro e il Primitivo sono riusciti – grazie alle nuove tecniche di vinificazione, all’apertura di nuovi mercati, alla bravura imprenditoriale dei salentini… - ad imporre la personalità unica che li contraddistingue. Oltre alle famose uve a bacca rossa, Calò ha voluto sottolineare la presenza storica del Fiano, da considerare come vitigno storico del territorio.

“Vitigni, territorio, tradizione e nuove tecnologie di vinificazione”, è il titolo dell’importante relazione di Rocco Di Stefano, uno dei grandi esperti italiani di nuove tecniche di vinificazione, docente all’Università di Palermo. La relazione è stata letta e commentata dal dott. Francesco Grieco, riceracatore del CNR. La relazione sarà disponibile prossimamente sul sito della Cupertinum.

Infine, Antonio Seccia, economista agrario, docente all’Università di Bari, membro della delegazione esperti del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e segretario scientifico della Commissione “Analisi economica e congiunturale” nell’ambito del Comitato Scientifico e Tecnico della Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, ha parlato della "Cooperazione vitivinicola italiana nel contesto competitivo del mercato del vino", rilevando i grandi numeri e l’importanza della cooperazione viticola.

Il Convegno ha voluto sollecitare una riflessione e il rilancio di argomenti che – tra essi correlati – sono la base della futura ricchezza del Salento e della Puglia intera: cooperazione, qualità, agricoltura, turismo, ambiente, cultura.

Molto interessanti anche le relazioni dei giornalisti/esperti del gusto, chiamati a intervenire su: comunicazione e qualità: Francesco Muci, Guida Vini Slow Food e Marilì Zacchino, Slow Food Convivium Neretum, hanno ribadito la necessità di una fusione di tre caratteristiche dei prodotti gastronomici e dei vini: “buoni, giusti, puliti” è lo slogan che hanno proposto, sottolineando come queste caratteristiche abbiano, se rispettate, una conseguente ricaduta positiva sulla difesa del territorio, sul turismo e sulla giusta retribuzione dei lavoratori delle campagne.

A nome dell’ Associazione Italiana Sommelier/Puglia è intervenuto Fabrizio Miccoli che ha portato il saluto del Presidente regionale Cecere e ha ribadito l’impegno dell’Associazione a fianco delle aziende e il grande successo dei vini della Cupertinum nel Nord-Europa. Hanno chiuso il convegno: Giuseppe Pizzolante Leuzzi, Enologo della Cupertinum, che ha delineato i nuovi progetti qualitativi che verranno seguiti dalla storica Cantina di Copertino; e il novantenne Antonio Filoni, presidente della Cupertinum negli anni Sessanta, che ha usato la parola come un prodigioso gioiello emozionale di ricordi, memorie, lavoro e impegno, creando un’ideale continuità tra passato e futuro. Niente è sembrato più vero che l’evocativa celebre frase di Mario Soldati: il vino è il canto della terra. Auguri Cupertinum!

Sabato 17 e domenica 18 Luglio, la manifestazione è continuata con vino&…, degustazioni dei vini della Cupertinum; stand prodotti gastronomici del territorio; musica con i Pizzicarusi e Nessuna Pretesa, a cui hanno partecipato migliaia di persone.



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