Italia

Terra Madre Salone del Gusto: qui c'è un pezzo di cultura del mondo

L'apertura di Terra Madre alla presenza del Ministro della cultura Dario Franceschini. "Non vogliamo fare di Terra Madre Salone del Gusto un’autocelebrazione del made in Italy. Vogliamo piuttosto mostrare come si costruisce la fraternità attraverso la condivisione del cibo" ha spiegato Carlo Petrini

23 settembre 2016 | C. S.

Pronti, via. La grande festa di Terra Madre Salone del Gusto è incominciata: lo “start” di questa edizione è dato dal ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, tagliando il nastro inaugurale insieme al presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, la sindaca della città di Torino Chiara Appendino, il presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale e Carlo Petrini, presidente di Slow Food.

Prima del taglio del nastro, il ritrovo con le istituzioni è nello spazio del Parco del Valentino dedicato alle comunità indigene, proprio nel cuore dell’area africana. Non una scelta casuale, mette in chiaro il presidente di Slow Food Carlo Petrini: "Partiamo dall'Africa ed è un segno politico, perché vogliamo che l'Europa sia a fianco di queste comunità non per fare carità ma per restituire quello che è stato depredato. Se vogliamo capire quello che le comunità contadine del Terzo Mondo ci dicono lo possiamo fare solo attraverso la fraternità".

Fraternità, una parola ricca di valore che ritorna più volte nella riflessione di Petrini: "Non vogliamo fare di Terra Madre Salone del Gusto un’autocelebrazione del made in Italy. Vogliamo piuttosto mostrare come si costruisce la fraternità attraverso la condivisione del cibo". Un’idea ripresa dal presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale: "Qui non si parla di eccellenze ma del diritto al cibo e del cibo dei diritti, di sostenibilità ambientale, di economie dal basso".

E anche, anzi soprattutto, di cultura: "Se abbiamo chiesto al ministro della cultura di essere con noi - continua Petrini - è perché qui c'è un pezzo di cultura del mondo. È tempo di prendere atto che la divisione tra agricoltura e cultura è fittizia. Chi produce cibo fa cultura, e chi consuma chiede accesso a questa cultura attraverso l’informazione: perciò dobbiamo mettere ognuno in condizione di sapere da dove viene il cibo che mangia, come è stato prodotto, quanto lavoro ha richiesto, come questo lavoro è stato retribuito".

Il Ministro Franceschini sottolinea come la nostra epoca sia attraversata da molte paure figlie della globalizzazione e quasi tutte queste paure siano figlie dell’assenza di conoscenza. Il ministro ricorda il messaggio inviato da Umberto Eco al meeting dei ministri della cultura durante Expo 2015, in cui disse che nel nostro ruolo dobbiamo farci messaggeri della conoscenza reciproca, perché gran parte degli odi del passato sono nati dalla mancanza di conoscenza. Il Ministro ricorda come Terra Madre lavori esattamente in questo senso, promuovendo la conoscenza attraverso il cibo. I prodotti contengono secoli di saperi e conoscenze, tramandati attraverso chi li lavora. Per questo, secondo il Ministro, Terra Madre è cultura, e il cibo è il veicolo più straordinario per diffonderla.

Il ruolo di Terra Madre Salone del Gusto non solo come grande evento, ma come momento di contatto tra culture e tradizioni è sottolineato anche dal sindaco di Torino Chiara Appendino, per cui questa edizione aperta favorirà un nuovo paradigma: non un salone di cose ma di persone, in cui la città si fa sempre più protagonista.

Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, si sofferma invece sulla centralità dell’agroalimentare e sulla tenuta di questo settore nei periodi peggiori dell’attuale crisi globale, a conferma di come l’alimentazione sia un tema sempre più strategico per la crescita duratura, anche delle economie avanzate. Chiamparino ricorda inoltre come l’organizzazione di questo evento, giunto ormai al ventesimo anniversario, sia una scelta che depone a favore della vocazione della città di Torino a ospitare grandi eventi, e della fantasia dei piemontesi nel farlo.

Petrini conferma il giudizio del presidente della Regione: "In questi vent’anni sono passati molti presidenti e molti sindaci e la collaborazione è sempre stata straordinaria. Succede perché c’è un sistema Piemonte che funziona". È un monito per chi organizza eventi guardando soltanto al ritorno economico, spiega il presidente di Slow Food: "Se pensi solo all’aspetto commerciale, prima o poi, arriva un commerciante più bravo di te. Ma nessuno può levare Terra Madre Salone del Gusto da Torino, perché è qui che operano mille volontari ed è qui che centinaia di famiglie, parrocchie, pro loco e associazioni ospitano 1500 delegati: questo è ciò che definisco un bene di relazione. Non è qualcosa che entra nei bilanci, ma che diventa coesione sociale".

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