Italia
Guidi, Confagricoltura: sì al lavoro rosa, no al lavoro nero
21 aprile 2012 | C. S.
“Aumenta gradualmente la quota rosa in agricoltura; le aziende condotte al femminile sono più del 33% e le lavoratrici sono quasi il 40% della forza lavoro nel settore”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo oggi a Roma al Convegno delle Donne di Flai-Cgil sul lavoro.
“La partecipazione femminile – ha proseguito Guidi - è fondamentale in agricoltura, la sua presenza però deve essere favorita e salvaguardata, penso, ad esempio, alla tutela della maternità. Riguardo ai temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro abbiamo compiti importanti da svolgere tutti assieme, associazioni datoriali e sindacali, in un’ottica di formazione, informazione e prevenzione”.
Mario Guidi ha quindi affrontato il tema dell’occupazione e ricordato l’attenzione della sua Organizzazione a questi temi: “Confagricoltura – ha detto - da sempre rappresenta l’agricoltura ‘d’impresa’, diffondendo e proponendo i più efficaci modelli di modernizzazione della struttura produttiva. Le nostre aziende di punta, anche in questo momento di crisi, tracciano la strada per l’intero settore. Investono per ammodernare gli impianti e le strutture, ridefiniscono le politiche commerciali e le funzioni imprenditoriali, operano in rete. Spesso aumentano la propensione verso l’estero per affrontare nuovi mercati. E sono queste le aziende che danno occupazione oggi, in modo strutturale e rilevante, e che potranno continuare a garantirla in futuro”.
Poi il presidente di Confagricoltura ha aggiunto: “Da sempre chiediamo la massima attenzione e considerazione per l’occupazione agricola all’interno del contesto economico-sociale del nostro Paese, sottolineando gli elementi positivi e di qualità del lavoro in agricoltura e condannando gli abusi e le scorrettezze”.
“Il lavoro sommerso – ha tenuto a precisare Guidi - è un problema non solo per lo Stato e per i lavoratori, ma anche per le imprese agricole in regola che adempiono puntualmente agli obblighi burocratici ed economici connessi ai rapporti di lavoro dipendente e si trovano a competere con aziende ‘sommerse’ che operano con costi di produzione notevolmente inferiori. Esiste il lavoro ‘nero’, ma esiste certamente più lavoro ‘vero’ in aziende moderne, all’avanguardia, che danno occupazione, anche in tempi di difficoltà. Sono quelle che vogliamo difendere e rappresentare”.

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