Formazione
Il valore del paesaggio è stata la prova di maturità preferita dagli studenti
La traccia sul valore del paesaggio, che troviamo anche in Costituzione, è stata scelta dal 23,2% dei maturandi. L'esame rientrava nell'ambito storico politico e permetteva di spaziare molto, dalla cementificazione al suo ruolo ambientale e culturale
23 giugno 2016 | T N
La traccia più gettonata della Maturità 2016 è quella sul “Valore del paesaggio” (ambito Storico-Politico), scelta dal 23,2% dei maturandi. Segue il tema di ordine generale sui significati del confine, svolto dal 22,4% dei candidati. Questi i dati rilevati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Quella richiesta agli studenti impegnati nella maturità 2016, è una riflessione importante sulle opportunità di sviluppo che possono venire dalla riscoperta dell’Italia, nella sua armonia e bellezza paesaggistica, che deve però tradursi in una maggiore attenzione nei confronti di una attività come quella agricola insostituibile nel presidio del territorio.
Dalle colline pettinate dai vigneti, agli ulivi secolari; dai casali in pianura, alle malghe di montagna, dai verdi pascoli ai terrazzamenti fioriti l’agricoltura segna in modo indelebile il paesaggio italiano nelle diverse stagioni. L’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia del 28% della terra coltivata per colpa della cementificazione e dell’abbandono, provocati da un modello di sviluppo sbagliato, che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari.
Nella traccia di esame anche un riferimento a Vittorio Sgargi che, all'Adnkronos, ha commentato in maniera sarcastica la notizia: "è una singolare e divertente contraddizione dello Stato".
"La cosa singolare - spiega Sgarbi - è che la causa esterna è il libro 'La Costituzione e la Bellezza', nel quale io ho riportato un remoto discorso del 2010 fatto davanti al presidente della Repubblica Napolitano quando ero sindaco di Salemi. Stavo denunciando al presidente la distruzione del paesaggio. Arrivò lì Napolitano e feci un discorso da sindaco: eravamo molto in anticipo rispetto a quello che è avvenuto, infatti poi è venuto fuori l'affare dell'eolico. Io dicevo che il primo atto contro la mafia è la difesa del paesaggio. E' un segnale che è stato seguito marginalmente dalla magistratura, del resto quando si perde tempo con inchieste come Mafia Capitale, mentre l'industria insieme alla mafia fa quello che vuole e distrugge il paesaggio... Lo stesso arresto di Cuffaro era una cosa ridicola in confronto. Mi fanno orrore queste cose".
"Non bisogna perdere tempo in indagini del genere, mi sembra più grave distruggere centinaia di km con pale eoliche, una cosa inaudita - prosegue -. L'Italia non può andare avanti quando si fa solo della retorica e poi in compenso hai davanti la distruzione di tutto. Non so se chi ha scelto questo testo avesse la consapevolezza di quello che sostenevo".
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