Anno 10 | n. 5 | 10 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Tracce > Economia
il 10 Luglio 2010 TN n. 27 Anno 8

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Il biologico va giù. Diminuisce il numero di operatori

Rispetto ai dati riferiti al 2008 si rileva una riduzione complessiva del numero di operatori del 2,3% ma aumentano le superfici investite. Le aziende organiche prevalentemente in Calabria e Sicilia

di C. S.

Ufficializzati dal Ministro per le Politiche Agricole Giancarlo Galan i dati Sinab sul biologico.

Dall’analisi completa dei dati forniti al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dagli Organismi di Controllo (OdC) operanti in Italia al 31 dicembre 2009, sulla base delle elaborazioni del SINAB – Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica, risulta che gli operatori del settore sono 48.509 di cui: 40.462 produttori esclusivi; 5.223 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 2.564 che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione; 56 importatori esclusivi; 204 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione.

Rispetto ai dati riferiti al 2008 si rileva una riduzione complessiva del numero di operatori del 2,3%.

La distribuzione degli operatori sul territorio nazionale vede, come per gli anni passati, la Sicilia seguita dalla Calabria tra le regioni con maggiore presenza di aziende agricole biologiche; mentre per il numero di aziende di trasformazione impegnate nel settore la leadership spetta all’Emilia Romagna seguita dalla Lombardia.

La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta pari a 1.106.684 ettari, con un aumento rispetto all’anno precedente circa del 10,4%. Il principale orientamento produttivo è la cerealicoltura. Un’ampia percentuale è rappresentata poi da foraggi, prati e pascoli. Seguono, in ordine di importanza, la superfici investite ad olivicoltura e a viticoltura.

Per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali specie allevate, i dati evidenziano un decremento del numero di capi in particolare per quanto riguarda il pollame, le pecore ed i maiali, ossia gli allevamenti che avevano registrato una forte crescita lo scorso anno.

di C. S.

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pubblicato in Tracce > Economia
il 10 Luglio 2010 TN n. 27 Anno 8

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