Economia
Il biologico va giù. Diminuisce il numero di operatori
Rispetto ai dati riferiti al 2008 si rileva una riduzione complessiva del numero di operatori del 2,3% ma aumentano le superfici investite. Le aziende organiche prevalentemente in Calabria e Sicilia
10 luglio 2010 | C. S.
Ufficializzati dal Ministro per le Politiche Agricole Giancarlo Galan i dati Sinab sul biologico.
Dallâanalisi completa dei dati forniti al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dagli Organismi di Controllo (OdC) operanti in Italia al 31 dicembre 2009, sulla base delle elaborazioni del SINAB â Sistema dâInformazione Nazionale sullâAgricoltura Biologica, risulta che gli operatori del settore sono 48.509 di cui: 40.462 produttori esclusivi; 5.223 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 2.564 che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione; 56 importatori esclusivi; 204 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione.
Rispetto ai dati riferiti al 2008 si rileva una riduzione complessiva del numero di operatori del 2,3%.
La distribuzione degli operatori sul territorio nazionale vede, come per gli anni passati, la Sicilia seguita dalla Calabria tra le regioni con maggiore presenza di aziende agricole biologiche; mentre per il numero di aziende di trasformazione impegnate nel settore la leadership spetta allâEmilia Romagna seguita dalla Lombardia.
La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta pari a 1.106.684 ettari, con un aumento rispetto allâanno precedente circa del 10,4%. Il principale orientamento produttivo è la cerealicoltura. Unâampia percentuale è rappresentata poi da foraggi, prati e pascoli. Seguono, in ordine di importanza, la superfici investite ad olivicoltura e a viticoltura.
Per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali specie allevate, i dati evidenziano un decremento del numero di capi in particolare per quanto riguarda il pollame, le pecore ed i maiali, ossia gli allevamenti che avevano registrato una forte crescita lo scorso anno.
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