Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di T N
Nel quarto trimestre del 2009, secondo i primi dati Istat, il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,8% rispetto al quarto trimestre del 2008.
La diminuzione congiunturale del PIL è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria, di una sostanziale stazionarietà del valore aggiunto dei servizi e di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura.
Il saldo dell’annata 2009 resta però largamente deficitario per il comparto e si chiude con il valore aggiunto agricolo in flessione (-5%), frutto di una contrazione della produzione agricola (-3,2%) e di una riduzione dei prezzi all'origine (-12,4%), a fronte di una riduzione meno marcata dei costi dei mezzi produttivi (-2%).
E’ proprio il fronte prezzi quello che più accende le proteste degli agricoltori che, nel 2009, hanno visto le quotazioni calare vertiginosamente pressoché in ogni settore.
- frumento duro -43%
- frumento tenero -35%
- lattiero caseario -12%
- burro -16%
- vino -22%
- frutta -13%
- olio d’oliva -15%
Buone notizie parevano profilarsi all’orizzonte per i cereali ma la borsa merci ha subito raffreddato le speranze.
Il prezzo del frumento duro nel mese di gennaio 2010 ha perso l’ 11,8% su base tendenziale. Flessione più contenuta per il tenero nazionale che, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, fa registrare un calo del 6,1%. Più consistente il calo delle quotazioni del frumento tenero estero:-19,2% rispetto al mese di gennaio 2009.
Immediati i commenti delle principali organizzazioni agricole.
“Nonostante questa "ripresina" di fine anno – commenta Confagricoltura - il 2009 per l'agricoltura si è chiuso con una flessione del valore aggiunto che Confagricoltura stima nell'ordine del 2-3%. Il settore agricolo chiude dunque con una nota positiva un anno difficile che ha visto anche un notevole calo dei redditi degli agricoltori italiani (-25,3% secondo i dati preliminari Eurostat). C'è solo da confidare che, dopo tre trimestri negativi consecutivi, la situazione nelle campagne migliori e che il dato dell'ultimo trimestre 2009 possa essere confermato nel 2010".
Col diretti continua a concentrare tutta l’attenzione sullle “pesanti distorsioni che permangono nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola e che danneggiano agricoltori e consumatori, anche perché il prezzo medio al consumo degli alimentari e bevande è aumentato dell’1,8% per i consumatori.”
“Nonostante l'aumento congiunturale del valore aggiunto agricolo, di cui ancora non si conosce l'entita', la situazione - commenta il presidente della Cia, Giuseppe Politi - dell'agricoltura italiana resta molto grave, anche perchè, in termini tendenziali, si preannuncia una flessione durante l'intero 2009 del 5%. Praticamente, il trend dell'agricoltura è in linea con il rallentamento generalizzato e pesante dell'economia nazionale, anche se i problemi del settore, come più volte denunciato, rischiano di aggravarsi ulteriormente se non si interviene in maniera realmente efficace e tempestiva".
di T N
© RIPRODUZIONE RISERVATA