Economia

Mancati rimborsi Iva caporetto della competitività del comparto lattiero-caseario

Ammontano a 500 milioni di euro i crediti dello Stato verso le 950 aziende cooperative del settore

05 maggio 2012 | C. S.

“Un problema imponente che se non risolto alla radice rischia di diventare la caporetto della competitività della nostra filiera”, così Fedagri-Confcooperative interviene in merito al problema dei mancati pagamenti da parte dello Stato dei crediti IVA nei confronti delle aziende del comparto lattiero-caseario.

I crediti sono dovuti alla differenza tra l’IVA che le aziende pagano sul latte avuto in conferimento (10%) e quella che incassano quando vendono formaggi e prodotti trasformati (4%). “L’ammontare del credito è ormai significativo - spiega Tommaso Mario Abrate, Presidente del Settore Lattiero-Caseario di Abrate - ed è quantificabile intorno all’8% del fatturato delle aziende. Se si considerano le 950 cooperative lattiero-casearie italiane che hanno un fatturato di circa 8 miliardi di euro, il credito IVA è stimabile intorno ai 500 milioni di euro”.

La soluzione obbligata resta il ricorso alle banche, con l’aggravio del costo aggiuntivo degli interessi e addirittura della fidejussione. Per questo motivo Fedagri sta raccogliendo un dossier per documentare le dimensioni del problema e sollecitare le necessarie soluzioni.

“Questo dei crediti IVA è un problema tutto italiano – conclude Abrate – che impedisce alle imprese di avere liquidità e risorse per realizzare investimenti e competere ad armi pari con gli agguerriti concorrenti esteri. Ciò finisce per aggravare ulteriormente una situazione del comparto che vede ormai avvicinarsi la liberalizzazione delle quote latte (il termine da tempo previsto è fissato al 1° aprile del 2015) e in cui tuttavia la competizione a tutto campo con i concorrenti degli altri Paesi è già in atto da tempo”.

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