Economia
Export alimentare italiano in forte crescita. La produzione al palo
Il successo nei paesi di esportazione non basta però a controbilanciare l'adamento molto deludente, in quantità e qualità, del mercato interno
19 novembre 2011 | C. S.
L’industria alimentare continua, in un contesto economico sempre più difficile, a mantenere un buon passo espansivo dell’export. Settembre ha registrato una crescita del +9,9% sullo stesso mese del 2010, mentre il tendenziale dei primi nove mesi dell’anno mantiene una crescita a due cifre (+10,3%).
“Il successo sui mercati di esportazione del “food and drink” nazionale – sottolinea il Presidente Federalimentare Filippo Ferrua – è lusinghiero. Ma non basta, tuttavia, a controbilanciare l’andamento molto deludente, in quantità e qualità, del mercato interno. Le vendite di prodotti alimentari si avviano, infatti, a concludere l’anno con un calo in quantità di quasi 2 punti percentuali. Che si somma al taglio in quantità di 6 punti accumulato nei quattro anni precedenti e alle sempre più evidenti tendenze low cost della spesa”.
Le conseguenze si vedono sulla produzione alimentare. Essa, malgrado il sostegno dell’export – prosegue Ferrua - scende a settembre infatti del -4,6% sullo stesso mese 2010, portando il tendenziale di produzione dei primi nove mesi in territorio negativo (-0,8%).
“La crisi di consumi “rigidi” come quelli alimentari sottolinea pesantemente la caduta di capacità di acquisto delle famiglie italiane. La crisi - conclude Ferrua - conferma quindi la necessità di misure urgenti di rilancio, a pena di possibili impatti sociali ed economici anche in un settore anticiclico come l’alimentare che, da sempre, contribuisce positivamente allo sviluppo del Paese. Auspichiamo che il nuovo Governo – al quale formuliamo i migliori auguri di buon lavoro! – possa non solo recuperare le norme sulla ricostituzione dell’ICE, assenti dalla recente Legge di Stabilità, ma adottare delle misure concrete, anche a costo zero, di rilancio dei consumi interni e più in generale della competitività della filiera agro industriale.”
Potrebbero interessarti
Economia
Il biologico fa furore negli Stati Uniti d'America: il 43% dei consumatori ha acquistato prodotti italiani
Gli Usa sono il primo mercato mondiale per il biologico, con 60,4 miliardi di euro di vendite. Secondo Nomisma, il 54% degli americani acquista bio almeno una volta alla settimana. L’Italia gode di un’elevata reputazione per qualità e sicurezza, ma per crescere deve migliorare visibilità, distribuzione e riconoscibilità dei prodotti
22 ottobre 2026 | 15:00
Economia
Ecco l’olio nuovo a Ragusa e Foggia: il prezzo dell’extravergine italiano rimbalza
Le prime quotazioni di olio extravergine di oliva di nuova produzione in Puglia quotate 4,65 euro/kg, mentre il prezzo dell’olio vecchio resta intorno ai 4 euro/kg. In Spagna ancora lieve discesa dell’olio extravergine di oliva a 3,15 euro/kg, mentre stabili risultano vergine e lampante
20 ottobre 2026 | 15:00
Economia
Agli italiani piace la sostenibilità ma a rischio greenwashing sono 12 mila referenze nella GDO
Oltre 128 mila prodotti presenti nella grande distribuzione italiana riportano almeno un claim ambientale. Secondo la diciannovesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, il paniere vale più di 53,4 miliardi di euro
20 ottobre 2026 | 12:00
Economia
Le mani di BF sui servizi digitali per l'agricoltura
Operazione da 450 milioni di euro per l'acquisto totalitario di Diagram è un operatore di primo piano nello sviluppo di soluzioni tecnologiche, servizi digitali e piattaforme innovative per il settore agricolo e agroalimentare
20 ottobre 2026 | 08:55
Economia
Birra artigianale, nel 2025 prodotti 720mila ettolitri
Quasi 940 piccoli birrifici indipendenti e 9 milioni di euro di accise dai produttori fino a 10mila ettolitri. I dati presentati dal presidente Ferraris a FilieraBirra 2026, a Milano
18 ottobre 2026 | 08:30
Economia
Sospiro di sollievo per il vino italiano: i consumi statunitensi ripartono
Le spedizioni di vino verso i mercati terzi guadagnano nel periodo luglio-settembre quasi l’8% tendenziale a valore: una progressione che permette di ridurre il gap accumulato da inizio anno, ora a -3%
17 ottobre 2026 | 12:00