Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di C. S.
Martedì 3 Febbraio 2009, alle ore 16.30, presso il Castello Baronale di Fondi (LT) si terrà la presentazione del libro La rivolta delle arance.
Sono trascorsi 40 anni dal giorno in cui alcune migliaia di contadini bloccarono la ferrovia Roma-Napoli nei pressi della Stazione di Fondi (LT) per manifestare il disagio provocato dalla crisi di mercato delle arance.
All'arresto di un gruppo di manifestanti si rispose con l'assalto della locale caserma dei carabinieri sedato con idranti e lacrimogeni.
L’episodio era già stato raccontato in un libro di molti anni fa.
L'Associazione "Forum delle Idee" ha pensato di ristamparlo, aggiungendo altre testimonianze, atti del dibattito parlamentare dell'epoca, fotografie, commenti e altro ancora.
Il testo verrà distribuito gratuitamente in occasione della presentazione.
Interverranno: Arcangelo Rotunno, Gaetano Carnevale, Antonio Di Fazio, Alfonso Pascale, Erasmo Fiumara e Domenico Di Resta.
Inoltre porteranno la loro testimonianza alcuni protagonisti di quella pagina di storia della comunità di Fondi. Insieme al convegno e alla ristampa del libro, l'Associazione “Forum delle Idee” ha anche organizzato un concorso per giovani registi, scrittori e fotografi "Racconta una pagina di storia della tua provincia", che è stato presentato il 30 gennaio in una conferenza stampa.
L'INTRODUZIONE AL VOLUME, UNO STRALCIO
Con questa pubblicazione inauguriamo una collana dedicata alle “Pagine di storia della nostra comunità”.
L’obiettivo è quello di ricostruire eventi, episodi, momenti che hanno segnato la vita politica e sociale delle comunità locali della nostra provincia.
Il primo lavoro è dedicato alla “rivolta delle arance” che portò il 3 febbraio 1969 migliaia di cittadini di Fondi a scendere in piazza, a occupare la ferrovia e fu segnata da duri scontri con le forze dell’ordine.
E’ importante ricordare e approfondire quella vicenda.
Per la sua importanza storica: la rivolta ebbe vasta eco sul piano nazionale, se ne occuparono tutti gli organi di informazione e importanti quotidiani nazionali dedicarono ad essa l’attenzione della prima pagina.
Suscitò un immediato e duro dibattito nelle aule parlamentari con un confronto che vide impegnati autorevoli esponenti politici a cominciare dall’on. Pietro Ingrao.
Per il contesto generale in cui essa si colloca: la rivolta delle arance rappresenta a pieno titolo un episodio importante e originale del vasto movimento di lotte che vide negli anni ‘68–‘69 protagoniste talora tragiche e impotenti le campagne del Sud del nostro paese.
Soprattutto perché essa rappresenta una vicenda fondamentale per la comunità di Fondi, uno spartiacque decisivo per la sua vita economica, politica e sociale.
Essa infatti si colloca al culmine di una fase di profonda difficoltà che da anni, almeno dalla storica nevicata del 1956, caratterizzava la società fondana.
Crisi non solo dell’agricoltura e dell’economia di Fondi segnate in modo irreversibile dalla decadenza dell’agrumicoltura e dalla difficoltà di individuare credibili processi di riconversione, ma anche e soprattutto crisi di senso e di prospettiva di una comunità che avverte il pericolo del declino e che tenta di reagire in modo duro e talora disperato (è di pochi mesi prima il blocco dei treni per la vicenda dell’Ospedale).
Il 3 febbraio segna in modo emblematico un punto di svolta per la comunità: manifestazione dell’apice della crisi ma anche momento in cui si iniziano a delineare le nuove linee di sviluppo.
Linee spesso contraddittorie e ambivalenti, che porteranno a acuire le divisioni e i conflitti all’interno della comunità.
Si pensi al tema dell’uso del territorio e a tutta la vicenda della gestione dell’urbanistica, laddove le scelte di allora ancora riverberano nel dibattito politico di oggi.
Oppure al M.O.F. che mentre è diventato un colosso nazionale e internazionale è stato segnato sin dal suo decollo da polemiche dure, da un intreccio di relazioni economiche, politiche ed istituzionali che non ne hanno mai favorito l’identificazione unitaria da parte della comunità.
Al di là delle valutazioni di merito sui singoli aspetti è innegabile che si iniziano a delineare allora i nuovi scenari economici, politici e sociali all’interno dei quali, pur con lo spostarsi di volta in volta dei punti di equilibrio e dei poteri, ci si muove per lo meno fino alla metà degli anni novanta.
(...) La pubblicazione è aperta da un saggio interessante e stimolante del prof. Antonio Di Fazio. Lo studio rappresenta senz’altro l’analisi più organica sinora prodotta relativamente al contesto nel quale maturò ed esplose la rivolta di Fondi del 3 febbraio 1969, alle caratteristiche e contraddizioni del movimento e ai suoi esiti.
Seguono alcuni interventi volti a ricostruire la cronaca, ma soprattutto il clima di quella giornata. Riportiamo gli articoli comparsi sulle cronache locali del Messaggero (G. Carnevale) e del Tempo (Fausto Ferraro e A.D.B.) e sulle pagine nazionali de l’Unità a cura del corrispondente Ernesto Pucci.
Gaetano Carnevale sul Confronto n.74/1983 tenta di abbozzare una prima interpretazione della vicenda e dei suoi esiti.
Arcangelo Rotunno, allora giovane studente e poi sindaco di Fondi, offre una testimonianza dell’impatto di quella giornata su una nuova generazione che si affacciava all’impegno politico e sociale.
Come detto la rivolta di Fondi ebbe un’eco importante anche nelle aule parlamentari. Abbiamo ritenuto importante riprodurre i verbali del dibattito che si svolse alla Camera dei Deputati il 5 febbraio 1969 e che vide impegnati autorevoli parlamentari, il Ministro all’agricoltura e il Sottosegretario all’interno. Presentiamo infine la riproduzione integrale del libro bianco che la Sezione locale, la Federazione provinciale e il Gruppo Parlamentare del PCI pubblicano nel 1969 sulle vicende di Fondi.
Si tratta di un documento che ovviamente nell’impostazione e nelle valutazioni risente del clima dell’epoca e delle forti tensioni sociali e politiche del momento.
Abbiamo creduto opportuno ripubblicarlo integralmente perché, al di là delle analisi specifiche e dei giudizi politici in esso contenuti, rappresenta un documento storico importante per la ricostruzione degli avvenimenti, del contesto in cui essi maturarono e degli sviluppi che da essi derivarono per la riconversione dell’economia agricola del comprensorio di Fondi.
La scelta di dedicare alla rivolta delle arance di Fondi il primo numero della collana nasce da una contingenza: il fatto che proprio in questi giorni cade il 40° anniversario di questo episodio.
Crediamo però che il ricordo e la riflessione su questa vicenda acquistino un significato particolare alla luce delle vicende difficili e amare che la comunità di Fondi sta attraversando in questi mesi.
Vicende che hanno portato Fondi agli onori della cronaca per fatti che non si addicono alla storia di una città dalle grandi tradizioni culturali e politiche.
Al di là delle valutazioni su questi fatti che esulano da dagli obiettivi di questa presentazione non possiamo però non rilevare come sembra manifestarsi con forza un tema riguardante lo sfilacciamento del tessuto sociale, l’allentarsi del senso civico, l’appannarsi del senso di marcia della comunità.
Riflettere su passaggi cruciali della nostra storia può quindi essere utile non solo a coltivare la memoria senza la quale un paese non vive, ma anche a ragionare sulle motivazioni di fondo del nostro essere comunità, sui valori che devono sorreggerci nei passaggi difficili, sui fili che occorre riannodare per costruire il nostro futuro.
In questo senso questo volumetto è un omaggio a Fondi con l’augurio che possa presto riprendere un percorso all’altezza della sua storia e della sua generosità
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di C. S.
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