Cultura

Tutto ciò che contiene l’accadere dei giorni

“La corsa di Atteone”, “Ver Sacrum” e “Rogazioni”. Tre intense liriche di suggestiva bellezza e raro fascino. Nel prato che guarda il bosco, là dove la terra s’apre in mille nascondigli e sentieri

15 ottobre 2011 | Nicola Dal Falco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La corsa di Atteone

 

Correva incerto Atteone,

nel fitto del bosco,

dove il sole piega la fronte

e l'ombra s'increspa

di forme indistinte.

E vide la luna bagnarsi nell'acqua,

Artemide nuda alla fonte:

l'avorio e l'argento.

Freddo splendore, niveo guizzo

avvolse la scena e la vista,

mutando il corpo.

Allora, fu come un giovane sole,

un cervo inseguito e sbranato

dai cani di Notte.

 

 

 

Ver Sacrum

(primavera italica)


Come una primavera, una partenza, ci hanno lasciati più ricchi, più soli.

Nel prato che guarda il bosco dove annotta prima

e l’erba cresce di furia; là dove la terra s’apre in mille nascondigli

e sentieri di lebbra s’è fermata l’upupa.

S’è fermata un mattino o una sera,

sciogliendo il capo ai raggi del sole

ed è ripartita.

L’hanno seguita senza nemmeno voltarsi

al fumo che irride,

alle voci sottili,

alla rabbia che anticipa il mare.

 

 

 

Rogazioni


Come definire la ricorrente richiesta?

Questa processione in mezzo alle cose,

opache fin tanto che lo sguardo non le sollevi

e disegni,

finché il tempo di una visita consegni intangibile

anche l’ombra, l’intera parsimonia del muro,

il ventre della siepe col poggio

- ciò che contiene l’accadere dei giorni -

secondo l’attesa e il ringraziamento?

Un deambulare per rogazione

come il salmodiare del notaro,

l’andare a capo tra righe verticali

a proteggere grano e orzo e tutti altri biadi

dall’ affettare della ruggine.

 

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