Mondo Enoico

Il miglioramento genetico in viticoltura passa da Asia e America

Possibile ridurre i trattamenti anticrittogamici grazie a incroci interspecifici con viti selvatiche americane e asiatiche resistenti o tolleranti

21 aprile 2012 | C. S.

La manifestazione organizzata presso il Centro di seprimentazione Laimburg per la Giornata della Vite e del Vino è stata l'occasione per presentare gli esiti di ricerche nella genetica e nel trattamento di varietà quali il Sauvignon Blanc, il Lagrein e su incroci con varietà resistenti provenienti dall'America e l'Asia Centrale.

Il miglioramento genetico in viticoltura che è stato intensificato negli ultimi anni punta all'ottenimento di varietà resistenti valide per contrastare malattie dei vitigni dovute a parassiti quali la peronospera o l'oidio. L'uso di tali varietà per incroci, come ha fatto presente Gabriele di Gaspero dell'Università di Udine, potrebbe ridurre in modo notevole la necessità di far ricorso a trattamenti antiparassitari.

Altresì, nel corso della Giornata della Vite e del Vino è stata illustrata una sperimentazione pluriennale del Centro Laimburg nella gestione dell'irrigazione in un vigneto di Sauvignon Blanc a Terlano. Ne è emerso che non vi sono effetti consistenti sulla qualità del vino e che ve ne potrebbero essere invece notevoli sul risparmio idrico. Tuttavia l'irrigazione deve essere attentamente adeguata al terreno, allo stato nutrizionale del vigneto ed all'andamento climatico.

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