L'arca olearia

Segnali positivi per la campagna olearia 2009/10. Il resoconto paese per paese

Produzioni generose ovunque nel mondo, ma resta il peso delle giacenze come una spada di Damocle sui mercati. Salvo imprevisti, l’Italia incrementerà la sua quota. La sovrapproduzione come tale non porta necessariamente a un tracollo dei prezzi

26 settembre 2009 | Alberto Grimelli, Luigi Caricato, Marcello Scoccia



La nuova annata olearia? Parte con buoni auspici. Dalle notizie raccolte di prima mano dai nostri informatori collocati nelle varie aree produttive italiane e del resto del Mondo, emerge un dato largamente positivo.

Si prevede una produzione d’olio che si aggira intorno ai 2.455.000 tonnellate, con un netto balzo in avanti rispetto al dato dello scorso anno, fermo a 1.897.000 tonnellate.

Occorre andare cauti, però.
Si tratta di previsioni, che per quanto realizzate con la massima attenzione e prudenza, restano sempre soggette agli imprevisti climatici dell’ultimo momento.

Lo ripetiamo: una campagna olearia generosa, anche se – sappiamo bene – sul fronte dei mercati degli oli di oliva non esiste mai una logica certa. C’è sempre l’imprevedibilità degli sviluppi.
La sovrapproduzione non comporta come tale un tracollo netto dei prezzi.
Solo a campagna inoltrata qualche operatore prevede un abbassamento dei prezzi. Potrebbe registrarsi in particolare una forbice più alta tra le origini più note. Ciò che potrà influire sui mercati potrebbero essere invece le 228 mila tonnellate circa di olio in stoccaggio, di cui 10 mila tonnellate in Italia e 150 mila in Spagna. Staremo a vedere.
Intanto, ecco il resoconto della nostra indagine.



L’UNIONE EUROPEA


L’Italia

Dalle 270 mila tonnellate dello scorso anno si passa alle 300 mila previste.
La piazza di riferimento è il nord Barese, dove ci si aspetta un buon raccolto. Non dovrebbero esserci problemi, laddove c’era stata grandine e neve.
Nel Salento si attende una buona qualità delle olive, ma si registra un calo significativo rispetto alla scorsa annata. Più olive ci sono nelle murge tarantine, ma sempre meno rispetto alla passata stagione.

Bene la Puglia, in generale, ma buone performance anche in Sicilia, salvo l’area palermitana, che’è stata interessata a calamità atmosferiche che incideranno purtroppo sull’entità della produzione.
Annata favorevole in Calabria, soprattutto nelle aree a nord della regione, dove la qualità si presenta buona. L’incremento in questa regione è intorno al 20 per cento.

Male invece il centro Italia, dove si assiste a un calo del 30 per cento.
Quantitativi inferiori rispetto alla passata campagna per Umbria e Lazio, ma soprattutto in Toscana, dove ci sarà un deciso calo rispetto allo scorso anno, comprensibile dopo una produzione della passata stagione piuttosto elevata.

Nel Nord, invece, il quadro si presenta positivo, sia per quantità che per qualità. In Liguria, come nll’area gardesana, la qualità è garantita. Sulla sponda veronese e trentina si mantiene piuttosto stabile, mentre si assiste a un lieve calo solo nel Bresciano.


La Spagna
Un incremento si avrà anche in Spagna, che da 1.027.000 tonnellate passerebbe quest’anno a 1.300.0000 circa.
Tutto bene in Andalusia, come pure nell’area di Cordoba e Siviglia. Sembra buona anche la produzione intorno a Toledo, nel cuore della Spagna: qui, tra l’altro, negli anni scorsi gli oli avevano risentito del forte freddo, ma ora, appunto, per la campagna che si aprirà tra breve non vi sarebbero problemi, si pensa vi sia una buona qualità, anche se per prudenza bisognerà comunque aspettare l’inverno prima di poter dire l’ultima.


La Grecia
Anche in questo paese si registrerà un sensibile incremento, passando così dalle 220 mila tonnellate dello scorso anno alle 280 mila previste per questa stagione.
L’area del Peloponneso vanta un notevole carico, con elementi che fanno pensare anche a una buona qualità delle produzioni. Quantità e qualità, dunque.
Anche nell’isola di Creta l’andamento è positivo, ma per la zona di Sitia, dove si ottengono delle ottimi qualita, ci sarà un calo di produzione.


Il Portogallo
Produzione standard, con leggero aumento della produzione e una buona qualità in Portogallo, sia a partire dagli oli che si ricaveranno da cultivar locali, sia per quegli oli realizzati con varietà di olive spagnole e italiane. Si passerà pertanto da una produzione di 40 mila tonnellate dello scorso anno alle circa 45 mila della campagna prossima a venire.



IL RESTO DEL MONDO


La Tunisia
Si registra un calo in Tunisia, da 150 mila tonnellate a 140 mila. Un calo dovuto alla siccità, seppure non del tutto significativo, anche se in alcune aree può emergere qualche problema legato alla qualità.


Il Marocco
Standard produttivi confermati per il Marocco, di circa 50 mila tonnellate, proprio l’equivalente di quanto si era prodotto nella passata stagione.


La Turchia
E’ in fase di forte crescita la Turchia, ma è piuttosto importante prestare attenzione a un discorso aperto, relativo agli stoccaggi d’olio della passata stagione, abbastanza elevati.
Sono circa 25 mila le tonnellate di olio in stoccaggio, un quantitativo che influirà in qualche modo sugli andamenti del mercato.
Per ciò che concerne la produzione di quest’anno, si aggirerebbe intorno alle 175 mila tonnellate, contro le 130 mila dello scorso anno.
Sono da segnalare, in particolare, le buone qualità delle produzioni delle aree a nord ovest.


La Siria
Anche in Siria, come in Turchia, le inferiori quote di export verso i Paesi dell’Ue dello scorso anno hanno influito sensibilmente sulle quantità non ancora smaltite che rimangono ferme in stoccaggio. Il quantitativo d’olio previsto per il 2009-2010 si attesta intorno alle 155 mila tonnellate, con un segno decisamente positivo, rispetto alle 90 mila tonnellate della scorsa annata.


L’Egitto
E’ da ritenere invariata la produzione egiziana, ferma a quota 10 mila tonnellate, lo stesso quantitativo dello scorso anno.



GLI STOCCAGGI D’OLIO


In conclusione, una riflessione circa gli stock d’olio. Questi sono da considerarsi a tutti gli effetti come una quota aggiuntiva di prodotto disponibile, e perciò vanno necessariamente addizionati alle previsioni di produzione delle campagna olearia 2009-2010.

Ebbene, se la quantità complessiva di olio stoccato ammonta a 228 mila tonnellate complessive, occorre necessariamente aggiungere tale quantitativo a quanto è previsto si produca nella nuova annata.
Nei prossimi mesi ci saranno dunque, nella piena disponibilità del mercato, un totale di circa 2.683.000 tonnellate di oli di oliva.

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