Anno 16 | 12 Dicembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Controllare Xylella fastidiosa grazie a un concime biologico

Non è una fake news ma il risultato di un lavoro scientifico pubblicato su Phytopathologia Mediterranea. Un prodotto, ammesso in agricoltura biologica, a base di zinco, rame e acido citrico può contrastare Xylella fastidiosa in alberi già infetti

Una nuova e reale speranza contro Xylella fastidiosa viene da una ricerca di un gruppo coordinato da Marco Scortichini pubblicata su Phytopathologia Mediterranea.

La ricerca si basa sull'utilizzo di un composto commerciale (Dentamet®), tra l'altro utilizzabile anche in agricoltura biologica, a base di zinco, rame e acido citrico. Si tratta di un concime che “stimola la formazione di sostanze naturali di difesa (pre-inhibitine) con azione indotta di protezione biologica nei confronti di avversità ambientali e di importanti cause parassitarie, evitando il comparire di fenomeni di resistenza.”

Il presupposto da cui sono partiti i ricercatori è che, in base alle informazioni disponibili, il prodotto, assorbito per via fogliare e/o radicale, sembrerebbe poter passare nei vasi xilematici, laddove si annida Xylella fastidiosa.

In effetti, dopo aver eseguito esami con microscopia a scansione laser, quantificazione fluorescente e spettroscopia a emissione atomica è stato determinato che il composto può raggiungere le vie xilematiche.

Ma zinco e rame all'interno dello xilema possono contrastare Xylella fastidiosa?

La ricerca ha previsto anche una parte di sperimentazione in campo, dopo che è stata dimostrata l'efficacia in vitro del composto, su olivi delle varietà Cellina di Nardò e Ogliarola salentina, dichiarati ufficialmente infetti e siti nella zona rossa.

La sperimentazione ha previsto sei trattamenti all'anno, da aprile a ottobre, con esclusione di luglio e agosto, con Dentamet® allo 0,5% sulle chiome degli olivi.

Il composto ridotto gravità dei sintomi in entrambe le cultivar. La maggior parte degli alberi non trattati sono morti alla fine dello studio, mentre tutti gli alberi trattati sono sopravvissuti con un buon stato vegetativo, valutato in base ad un indice di vegetazione differenziale normalizzato.

L'analisi PCR quantitativa per stabilire il grado di infezione da Xylella è stata eseguita da giugno 2016 a settembre 2017, seguendo le procedure ufficiali stabilite dall'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante. L' analisi ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa della densità cellulare di Xylella fastidiosa all'interno delle foglie degli alberi trattati.

Secondo i ricercatori, questi promettenti risultati suggeriscono che una gestione integrata per ridurre la gravità di Xylella fastidiosa, che include la potatura regolare e l'erpicatura del terreno con trattamenti primaverili ed estivi a spruzzo con Dentamet®, è in grado di controllare efficacemente la malattia.

Bibliografia

SCORTICHINI, Marco et al. A zinc, copper and citric acid biocomplex shows promise for control of Xylella fastidiosa subsp. pauca in olive trees in Apulia region (southern Italy). Phytopathologia Mediterranea, [S.l.], mar. 2018. ISSN 1593-2095

di R. T.
pubblicato il 14 marzo 2018 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Caratteristiche chimiche e annata di raccolta sull'etichetta dell'olio d'oliva, più dubbi che certezze

Evviva, sono tornate le truffe olearie! Ecco cosa accadrà all'olio d'oliva italiano

Evitare di filtrare l'olio extra vergine di oliva si può, ma a precise condizioni

Gli olivi devono produrre a costi accettabili: analisi di quelli fissi e variabili

Il tappo antirabbocco per l'olio extra vergine d'oliva va vietato: è pericoloso!