L'arca olearia
Controllare Xylella fastidiosa grazie a un concime biologico
Non è una fake news ma il risultato di un lavoro scientifico pubblicato su Phytopathologia Mediterranea. Un prodotto, ammesso in agricoltura biologica, a base di zinco, rame e acido citrico può contrastare Xylella fastidiosa in alberi già infetti
14 marzo 2018 | R. T.
Una nuova e reale speranza contro Xylella fastidiosa viene da una ricerca di un gruppo coordinato da Marco Scortichini pubblicata su Phytopathologia Mediterranea.
La ricerca si basa sull'utilizzo di un composto commerciale (Dentamet®), tra l'altro utilizzabile anche in agricoltura biologica, a base di zinco, rame e acido citrico. Si tratta di un concime che “stimola la formazione di sostanze naturali di difesa (pre-inhibitine) con azione indotta di protezione biologica nei confronti di avversità ambientali e di importanti cause parassitarie, evitando il comparire di fenomeni di resistenza.”
Il presupposto da cui sono partiti i ricercatori è che, in base alle informazioni disponibili, il prodotto, assorbito per via fogliare e/o radicale, sembrerebbe poter passare nei vasi xilematici, laddove si annida Xylella fastidiosa.
In effetti, dopo aver eseguito esami con microscopia a scansione laser, quantificazione fluorescente e spettroscopia a emissione atomica è stato determinato che il composto può raggiungere le vie xilematiche.
Ma zinco e rame all'interno dello xilema possono contrastare Xylella fastidiosa?
La ricerca ha previsto anche una parte di sperimentazione in campo, dopo che è stata dimostrata l'efficacia in vitro del composto, su olivi delle varietà Cellina di Nardò e Ogliarola salentina, dichiarati ufficialmente infetti e siti nella zona rossa.
La sperimentazione ha previsto sei trattamenti all'anno, da aprile a ottobre, con esclusione di luglio e agosto, con Dentamet® allo 0,5% sulle chiome degli olivi.
Il composto ridotto gravità dei sintomi in entrambe le cultivar. La maggior parte degli alberi non trattati sono morti alla fine dello studio, mentre tutti gli alberi trattati sono sopravvissuti con un buon stato vegetativo, valutato in base ad un indice di vegetazione differenziale normalizzato.
L'analisi PCR quantitativa per stabilire il grado di infezione da Xylella è stata eseguita da giugno 2016 a settembre 2017, seguendo le procedure ufficiali stabilite dall'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante. L' analisi ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa della densità cellulare di Xylella fastidiosa all'interno delle foglie degli alberi trattati.
Secondo i ricercatori, questi promettenti risultati suggeriscono che una gestione integrata per ridurre la gravità di Xylella fastidiosa, che include la potatura regolare e l'erpicatura del terreno con trattamenti primaverili ed estivi a spruzzo con Dentamet®, è in grado di controllare efficacemente la malattia.
Bibliografia
SCORTICHINI, Marco et al. A zinc, copper and citric acid biocomplex shows promise for control of Xylella fastidiosa subsp. pauca in olive trees in Apulia region (southern Italy). Phytopathologia Mediterranea, [S.l.], mar. 2018. ISSN 1593-2095
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Attenzione alla qualità dell'olio d'oliva dopo attacchi di mosca
Quando raccogliere le olive attaccate dalla mosca? Un studio individua nella finestra temporale di due settimane dopo l’uscita delle larve il momento ottimale per limitare i danni quantitativi e qualitativi all’olio. I frutti infestati perdono fino al 21% di olio e raddoppiano l’acidità
17 giugno 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ecco come l'olio d'oliva divenne il primo marchio globale italiano
Molto prima che il "Made in Italy" diventasse un fenomeno globale, l'olio d'oliva italiano tracciò la strada. Un recente studio storico ha analizzato i marchi registrati tra il 1868 e il 1942, rivelando come il settore oleario abbia anticipato le moderne strategie di branding, trasformando un semplice prodotto in un simbolo di autenticità e qualità sui mercati internazionali
17 giugno 2026 | 10:30
L'arca olearia
Olio d'oliva, la spettroscopia FT-NIR rivoluziona l'analisi dei composti fenolici
La spettroscopia infrarossa vicina per trasformata di Fourier (FT-NIR) consente di stimare con precisione i polifenoli dell'olio vergine, superando i limiti della cromatografia liquida (HPLC)
17 giugno 2026 | 09:00
L'arca olearia
I campi elettrici pulsati e l’intelligenza artificiale rivoluzionano l’estrazione e il profilo aromatico dell'olio extravergine di oliva
L’applicazione di campi elettrici pulsati durante la lavorazione delle olive aumenta la ritenzione di fenoli fino al 40,1% e potenzia gli aromi verdi, mentre un algoritmo di machine learning identifica con precisione i marcatori volatili distintivi del processo, aprendo la strada a produzioni di olio premium più efficienti e sostenibili
16 giugno 2026 | 15:00
L'arca olearia
L’olio d’oliva e la nuova età dell’oro della cucina americana
Dalle cene surgelate degli anni Cinquanta alla cucina raffinata e consapevole di oggi: la gastronomia americana ha attraversato cinque grandi fasi evolutive. In questo contesto, l’olio extravergine di oliva si sta ritagliando un ruolo da protagonista
16 giugno 2026 | 09:00
L'arca olearia
Reti anti-insetto su olivo: posizionarle dopo l’indurimento del nocciolo migliora frutti e vegetazione
Uno studio condotto nel 2021 e 2022 valuta l’effetto dell’ombreggiamento delle reti sulla crescita delle piante. I risultati preliminari indicano che il tempismo di installazione è fondamentale per ottenere frutti più grandi senza compromettere l’induzione fiorale
15 giugno 2026 | 13:00