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Combattere Xylella si può, l'Efsa apre alla speranza

Un approccio unico per tutto non può essere efficace in quanto l'agente patogeno Xylella fastidiosa, i vettori, le piante ospiti e l'ambiente sono diversi in tutta l'Unione europea. Molti i progressi scientifici degli ultimi anni

16 novembre 2017 | C. S.

Oltre 250 esperti di salute delle piante da tutto il mondo si sono riuniti questa settimana a Palma di Maiorca, in Spagna, per condividere e dibattere gli ultimi sviluppi scientifici sulle misure per arrestare la diffusione di Xylella fastidiosa.

Il programma ha incluso circa 50 presentazioni che hanno esaminato questioni come le conoscenze attuali sull'agente patogeno, le modalità di trasmissione, la resistenza nelle piante e le misure di controllo. Hanno parlato scienziati impegnati in prima linea contro Xylella in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito, Stati Uniti e Brasile, nonché organismi come l'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (EPPO) e il Centro comune di ricerca della Commissione europea (CCR).

I relatori hanno illustrato le proprie esperienze negli Stati Uniti e nel Sud America, dove Xylella è presente da molti anni, insieme alle ricerche condotte nelle aree epidemiche d’Europa, dove l'agente patogeno è stato individuato per la prima volta nel 2013.

Giuseppe Stancanelli, a capo dell’equipe EFSA di Salute delle piante, che ha co-organizzato la conferenza, ha dichiarato: "Si è trattato della più grossa conferenza scientifica organizzata in Europa in tema di Xylella. Il fatto che così tanti esperti siano venuti da ogni parte del mondo dimostra che la lotta contro questo pericoloso agente patogeno richiede uno sforzo concertato a livello internazionale. Xylella travalica i confini nazionali".

I dibattiti, dipanatisi per tre giorni, hanno evidenziato la complessità insita nella necessità di controllare Xylella. Un approccio unico per tutto non può essere efficace in quanto l'agente patogeno, i vettori, le piante ospiti e l'ambiente sono diversi in tutta l'UE.

"I progressi compiuti negli ultimi anni nella ricerca su Xylella in Europa sono stati notevoli, tuttavia c'è ancora molto da fare", ha affermato il prof. Mike Jeger, presidente del gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sulla salute dei vegetali nelle osservazioni conclusive della conferenza. "Per aiutare gli scienziati servono programmi di ricerca a lungo termine ".

I partecipanti torneranno a riunirsi fra due anni per un secondo incontro in Corsica, anch'essa colpita da un'epidemia di Xylella .

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