L'arca olearia
Il talco non è inerte nel processo di estrazione dell'olio di oliva
L'utilizzo del talco in frantoio è tollerato da molti anni poiché sarebbe un coadiuvante tecnologico inerte, incapace di esplicare qualsivoglia attività chimica o biochimica. L'Istituto del la Grasa, però, comincia a insinuare qualche dubbio. E' la fine del talco in elaiotecnica?
19 ottobre 2017 | R. T.
Il talco è utilizzato in frantoio da molti anni, sin dalla fine degli anni 1970 in Spagna e dagli anni 1990 in Italia.
La funzione del talco è quella di assorbire l'acqua in eccesso della pasta d'olive, portando così l'umidità al valore ideale del 50% circa, favorendo la massima estraibilità dell'olio con decanter e centrifugazione verticale.
Una funzione prettamente fisica e dunque compatibile con la definizione di extra vergine che vuole sia prodotto unicamente con mezzi fisici e meccanici.
La qualità del talco in frantoio deve essere molto elevata, in particolare quanto a eventuale contaminazione da metalli pesanti, per non contaminare l'olio, e come dimensione delle particelle.
Secondo i dati dell'Istituto de la Grasa l'utilizzo del talco consente di ridurre anche il tempo di gramolazione, con conseguente aumento del contenuto fenolico degli oli e della stabilità ossidativa.
Ora qualche nodo, però, viene al pettine secondo le ultime esperienze effettuate da Wenceslao Moreda. In studi recenti l' uso di talco in polvere potrebbe avere un impatto sul contenuto finale di idrocarburi saturi di tipo minerale presenti negli oli di sansa di oliva. L'uso del talco favorirebbe la loro concentrazione nella sansa.
Quindi il talco non sarebbe poi così inerte dal punto di vista chimico.
Un'altra evidenza scientifica, sempre ad opera dell'Istituto de la Grasa, mette sotto accusa il talco. Un talco ricco di carbonato, infatti, potrebbe influire in maniera statisticamente significativa sull'acidità dell'olio, abbassandola. In questi casi, quindi, non si comporterebbe come un inerte ma influirebbe sulla composizione chimica dell'olio, il che è totalmente proibito.
Wenceslao Moreda, inoltre, sottolinea come i sali contenuti nel talco siano potenzialmente corrosivi per i macchinari.
Se tutti questi studi dovessero essere confermati, potrebbe essere la fine per l'utilizzo del talco in frantoio.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Maturazione delle olive di Arbequina e Arbosana negli oliveti superintensivi: la guida
La meccanizzazione della raccolta richiede tempistiche precise e programmate. Il processo di maturazione delle olive influenza in modo determinante sia la quantità che la qualità dell'olio vergine estratto
10 settembre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Camarosporium dalmaticum sulle olive, riconoscere i sintomi del fungo patogeno e come contrastarlo
Il problema non è soltanto il fungo: la malattia nasce dall’interazione tra oliva, ferite, mosca dell’olivo e cecidomia. Per questo la strategia più efficace non consiste nel cercare un singolo trattamento curativo, ma nel ridurre le condizioni che consentono al patogeno di entrare e svilupparsi nel frutto
10 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Olio d’oliva carbon neutral: dalla teoria alla pratica, una sfida possibile
Il mercato statunitense premia la sostenibilità, ma la vera carbon neutrality richiede un approccio olistico che superi le attuali certificazioni e affronti criticità concrete, dalla gestione del suolo allo smaltimento dei reflui
09 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Potatura e forme di allevamento dell'olivo in zone aride: strategie per ottimizzare produzione e qualità
In aree aride la potatura dell'olivo rappresenta molto più di una semplice operazione colturale: è un vero e proprio strumento di regolazione fisiologica per mantenere l'equilibrio tra attività vegetativa e produttiva, migliorando l'efficienza nell'uso dell'acqua e la penetrazione della luce all'interno della chioma
09 settembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
La rivoluzione sostenibile dell’estrazione dell’olio d’oliva, dall'estrazione per pressione all'anidride carbonica supercritica
L’industria olearia si trova ad affrontare una duplice sfida: da un lato, la crescente pressione ambientale legata alla gestione delle acque reflue e dei sottoprodotti; dall’altro, la necessità di preservare il massimo valore nutrizionale e la stabilità dell’olio
08 settembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Fungicidi per l’olivo: ecco quali funzionano meglio contro la cercosporiosi
Analizzata l'efficacia di 18 fungicidi contro il Pseudocercospora cladosporioides. I risultati offrono un quadro chiaro per scegliere i principi attivi più efficaci e gestire la resistenza, passando da una lotta "a calendario" a una gestione sostenibile e mirata.
08 settembre 2026 | 11:00