Anno 15 | 25 Settembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Olivicoltori hobbisti, cosa fare contro la mosca delle olive?

Da escludere i trattamenti da effettuarsi col patentino, mancano ancora i presidi fitosanitari efficaci contro la mosca delle olive acquistabili liberamente. Non resta che affidarsi ai sistemi di lotta biologici, con alcuni distinguo e senza affidarsi troppo al passaparola

Nei due articoli precedenti (Il pericolo mosca delle olive è già in agguato: possibilità e scelte ; La sfida della difesa dalla mosca delle olive nel mondo biologico) abbiamo fatto alcune riflessioni sulle strategie di difesa in agricoltura integrata e in agricoltura biologica, strumenti e tecniche; vediamo ora i non professionali come possono affrontare il problema.

Il PAN per stabilire alcune esenzioni definiva gli hobbisti coloro che producono prodotti agricoli solo per autoconsumo, e mettendo a loro disposizione dei prodotti a basso profilo di tossicità e impatto ambientale che possano essere usati senza “patentino”, però al momento manca il decreto attuativo con le linee guida che definiscono i prodotti per uso non professionale, e si fa riferimento ad una circolare del ministero del gennaio 2016 in cui si mettevano a disposizione i prodotti etichettati con bassi profili di rischio tossicologico ed ambientale, con libere interpretazioni che portano ad avere sui territori forti differenze di disponibilità.

Quindi nell'attesa di vedere in commercio i prodotti per utilizzatori non professionali, che tutti potremo acquistare per il nostro orto, oliveto giardino, vigneto rigorosamente familiare, ci si potrebbe chiedere perchè tanta attenzione agli hobbisti, “le superfici sono piccole”, si potrebbe pensare. Sicuramente le superfici sono ridotte ma i numeri sul territorio sono molto elevati e quindi anche a livello ambientale l'impatto degli hobbisti può non essere trascurabile. Inoltre lavorare su piccole quantità e dosi comporta grossi rischi di errore in percentuale, molto più alti di chi deve preparare miscele da centinaia o migliaia di litri.

E' vero, l'hobbista non campa di ciò che produce, ma il legame affettivo con la produzione del proprio oliveto raggiunge livelli talmente alti che talvolta possono indurre la persona a fare scelte molto aggressive nei confronti del problema.

Intanto vediamo di stabilire alcuni principi sulla difesa nelle produzioni ad uso familiare.
- Si tratta di superfici ridotte.
- Spesso sono superfici miste, con associazioni colturali del tipo oliveto/orto.
- Non mancano situazioni in cui il nostro oliveto funzioni anche da giardino e quindi preveda spazi ricreativi per gioco e svago, sia per gli adulti, per i bambini, che per gli animali domestici.
- Non ha un'ottica economica aziendale se non il far tornare i costi di gestione ad un livello sostenibile (e quindi soggettivo).

Sono quindi situazioni piuttosto complicate da gestire ma che, come le produzioni bio, godono i vantaggi di elevata biodiversità, come ad esempio ci insegna la permacoltura, che ha un effetto molto positivo sul contenimento naturale dei problemi fitosanitari, ma come ci si può difendere da quelli che in ogni caso possono creare problemi, a volte seri?

Come linea di principio saranno da escludere trattamenti che possono inquinare le produzioni sottostanti, ad esempio ortive con raccolta scalare, che non permetterebbero il rispetto dei tempi di carenza. Sì, anche chi non vende deve rispettare i tempi di carenza ed i tempi di rientro, per la tutela della propria salute.

Saranno da escludere anche quei prodotti che presentano un tempo di rientro piuttosto lungo, in modo da garantire la sicurezza totale di chi vive l'oliveto come spazio di svago senza correre rischi di intossicazioni acute o croniche.

Infine tra le strategie ammesse in biologico è importante sottolineare che, trattandosi di superfici ridotte, sono da preferire le strategie con “repellenti” come caolino, calce etc, e non tanto quelle con attrattivi alimentari (spintor fly, bottiglie con attrattivi); questi ultimi rischiano di attirare le mosche del vicinato e non avere un effetto di abbattimento della popolazione bensì di aumento.

Per avere una certezza della riuscita è necessario avere dei confronti oggettivi, a volte si sente dire frasi del tipo “a me le bottiglie con l'acciuga hanno funzionato benissimo perchè erano piene di mosche”. E' necessario essere molto precisi, primo perchè non ho un confronto con altri campi omogenei al mio e quindi ci sta che in quell'annata di mosca non ce ne sia stata un granchè, secondo il numero delle catture non mi dice quante uova e larve ci sono nelle olive, e di conseguenza non so quante olive bacate ho in realtà.

In conclusione anche per i non professionali è importante monitorare, riuscire a proteggere la coltura dagli eventuali attacchi nelle prime generazioni ed eventualmente anticipare la raccolta a scapito di qualche punto percentuale di resa in olio nelle fasi finali.

di Angelo Bo
pubblicato il 14 luglio 2017 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

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