Bio e Natura

Con la bioedilizia il ruolo dell'agricoltura torna in primo piano

Le case ecosostenibili in futuro sono caratterizzate da ottimi risparmi energetici, ambienti puliti e elementi riciclabili e naturali. In questo contesto, la canapa ha enormi potenzialità e infinite possibilità

19 ottobre 2017 | Marcello Ortenzi

La Bioedilizia sembra ricevere sempre più attenzione da parte degli operatori e dei consumatori e la canapa è un materiale innovativo che si utilizza sempre di più. L'edizione di settembre di "Futurando 2017", festival della sostenibilità, a Perugia ha posto al centro della manifestazione proprio la canapa per il suo enorme potenziale e le infinite diramazioni. L'evento ha proprio evidenziato il complesso delle grandi possibilità nella bioedilizia, nello sviluppo delle case ecosostenibili del futuro, che sono caratterizzate da grande risparmio energetico, salubrità degli ambienti ed elementi del tutto riciclabili e naturali. I convegni hanno anche evidenziato la canapicoltura quale ottimo mezzo per risanare terreni contaminati, pianta estremamente versatile e adattabile a diverse situazioni ambientali, le cui parti sono utilizzabili nei più svariati settori.

Costruire con l’impiego di materiali naturali, e con soluzioni tecnologiche innovative, comporta maggiori costi e cura dei dettagli. Tuttavia il maggior investimento iniziale, può essere recuperato in tempi abbastanza brevi, grazie alla riduzione dei consumi energetici e alla minore manutenzione necessaria per questo tipo di fabbricati. Con l’aumento del mercato bioedilizio, i costi dei materiali tendono comunque a calare e questo dovrebbe incentivare ulteriore aumento dell'interesse. Una casa in bioedilizia, dunque, ha quasi lo stesso costo di una tradizionale ma con maggiori vantaggi ambientali e tecnologici.

Per chi vorrebbe una casa in bioedilizia, alcune banche stanno proponendo mutui a tassi agevolati, grazie anche alle convenzioni con i principali costruttori con questa tecnica. Alle agevolazioni dei mutui ecologici, si aggiungono anche consistenti sgravi fiscali: è possibile detrarre dalle tasse fino al 55% delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica. L'introduzione della canapa nei materiali da costruzione è una pratica relativamente recente. Il canapulo o la fibra derivanti dal fusto di canapa, in bioedilizia, sono miscelati in percentuali variabili a un legante che può essere rappresentato dalla calce o dall’argilla per la produzione di diversi elementi costruttivi: mattoni, isolanti, riempimenti.

La coibentazione è il campo di impiego dalla canapa più diffuso in edilizia, risulta infatti importante costruire e ristrutturare mirando al risparmio energetico così da ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera che viene dal riscaldamento o raffreddamento degli appartamenti. Il legante a base di calce idraulica con l’aggiunta di acqua e canapa è un materiale igroscopico che regola l'umidità senza perdita di calore o uso di energia con la conseguente riduzione della crescita dei microrganismi e polvere sulle superfici così da garantire un ambiente interno più sano . La vita utile di un edificio costruito in calcestruzzo di canapa si aggira intorno ai 100 anni e, inoltre, l’agglomerato di canapa può essere rotto e riutilizzato al termine della vita dell'edificio.

La manifestazione ha fatto conoscere anche i progetti in corso o in via di sviluppo diretti alla ricostruzione post-terremoto in un modo organico, combinando produzione agricola e artigianale con la costruzione di edifici ecologici, antisismici e autosufficienti, utilizzando materiali locali, tecniche tradizionali combinate alle più avanzate tecnologie costruttive disponibili e la canapa rappresenta proprio tradizione e innovazione.

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